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domenica 27 gennaio 2013

IL COMUNE DI SEGRATE NON RINNOVA LA CONCESSIONE A SEGRATE CICLABILE






IL DOCUMENTO PROTOCOLLATO DAL COMUNE DI SEGRATE DOVE SI ANNUNCIA
DI NON VOLER PIU' RINNOVARE' LA CONCESSIONE PER LA CICLOFFICINA
PRESSO IL PARCO DI MILANO OLTRE, GESTITA DA SEGRATE CICLABILE
CON LA MOTIVAZIONE DI VOLER PRENDERE IN GESTIONE IL TUTTO IN PRIMA PERSONA.NOI VIGILEREMO CHE CIO' AVVENGA.

sabato 17 novembre 2012

TANTA RABBIA,DAVANTI ALL'ENNESIMA VITTIMA .

Mia personale massima:( L'auto una potenziale assassina,il ciclista la sua vittima). Ho un gran  rancore verso chi non costruisce percorsi sicuri per i ciclisti.Essi hanno sulla coscienza tutto ciò che succede,senza nessuna giustificazione.
In un paese veramente democratico tutti hanno il diritto di spostarsi sul territorio con il mezzo che vogliono e in sicurezza,
e non alla mercè di questi mascalzoni del volante.
SUV, simbolo di arroganza e cafoneria prepotente. Sergio Cadei
                                                                                                                            Segrate Ciclabile


A seguito dell'ennesimo dramma della follia automobilistica avvenuto domenica 11 novembre a Casalmaiocco, con una ragazza di 17 anni in bicicletta travolta e barbaramente uccisa da un SUV sulla strada provinciale Sordio-Bettola la FIAB onlus - Federazione Italiana Amici della Bicicletta, tramite il responsabile FIAB nazionale alla Sicurezza Edoardo Galatola e la propria associazione locale FIAB-Ciclodi,  rilascia le seguenti dichiarazioni.


Quanto accaduto ieri va oltre il dolore, la rabbia e ogni possibilità di sopportazione.
È lo scontro tra due visioni del mondo: da un lato un gruppo di scout in bicicletta, portatori di un gioioso rispetto per l'ambiente e il territorio, dall'altro il conducente di un mezzo, incongruentemente sovradimensionato, che potremmo definire un blindato, che non rispetta limiti di velocità, padrone della strada e sorpreso per la presenza di "ostacoli umani" che ne intralciano il percorso.

Sono due visioni del mondo antitetiche. Non si tratta di mostri occasionali, che possono tranquillizzarci dell'eccezionalità del caso: fanno invece parte di una assurda, patologica quotidianità che molti considerano normale. Le migliaia di morti che ogni anno si verificano sulle nostre strade, in particolare tra pedoni e ciclisti, sono vittime di una tragica normalità. Ci sono responsabilità. E molto gravi.

Responsabilità nel tollerare mezzi incompatibili con le strade che percorrono; responsabilità nel considerare i limiti di velocità come "opzionali" e nel non perseguirne sistematicamente la violazione; responsabilità nel punire blandamente o addirittura non punire affatto comportamenti palesemente criminali.

È infatti veramente difficile non riconoscere in questa ennesima tragedia stradale la fattispecie di Omicidio Volontario, fondata sul "dolo eventuale" di chi "pone in essere una condotta sapendo che vi sono serie probabilità che essa produca un evento integrante un reato, e ciononostante accetta il rischio che tale evento si verifichi".

Se quindi il modello di riferimento che vogliamo è quello di città e paesi in cui la vita conta poco, un mondo in cui le responsabilità non esistono e la strada è "off-limits" per le persone e va percorsa con mezzi blindati che non rispettano le regole (in questo caso, i limiti di velocità), possiamo continuare a far finta di nulla, e magari persino colpevolizzare chi usa la bicicletta anziché starsene chiuso in casa.

Se invece vogliamo ritornare nel consesso europeo allora dobbiamo dire con forza da che parte stiamo, trovare inaccettabile quanto successo, punire i criminali, far rispettare i limiti di velocità sempre, senza sciocchi buonismi, ringraziare questi ragazzi per il loro messaggio di speranza e futuro e chiedere che almeno Altea non sia morta invano.

La FIAB sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento penale che sarà aperto per questo omicidio. Ma tutti devono prendersi le loro responsabilità per cercare di cambiare, di fare in modo che questa guerra sulle strade abbia finalmente termine!

Addio Altea. Con strazio ti chiediamo scusa per non essere riusciti a impedire questa tragica conclusione per la tua giovane vita.

Il responsabile nazionale sicurezza FIAB, Edoardo Galatola
Il consiglio Direttivo di Ciclodi-FIAB

martedì 30 ottobre 2012

200 METRI PER FARE 80 KM E 200 METRI.

SEGRATE VIA RUGACESIO.COME
MOSTRANO LE IMMAGINI.UN
PEZZO DI STRADA CHE SEMBRA DI
NESSUNO,EPPURE SIAMO A SEGRATE.CARO SINDACO E INUTILE
DICHIARARE CHE SEGRATE HA 80
KM DI CICLABILI.QUANDO IN VIA
RUGACESIO E' DA ANNI CHE C'E'
QUESTA TRISTE REALTA' UNA SIEPE  CHE OSTACOLA LA VIABILITA' CHI
E' IL PROPRIETARIO?E POI NON CI SONO LAMPIONI.200 METRI
CANCELLANO 80 KM (DA VERIFICARE).CARO SINDACO ALMENO UNA RISPOSTA LA DEVE
DARE AI CITTADINI.E NON SOLO
FARLI ALLONTANARE PERCHE' DANNO FASTIDIO.



lunedì 29 ottobre 2012

PER 200 METRI PERO'

IntraNews 3 - Waypress s.r.l.
ORGOGLIOSO DI 80 CHILOMETRI DI PISTE CICLABILI.PERO'PER 200
METRI IL SINDACO NON RISPONDE
E NELL'INTERVISTA NON NE PARLA.
200 METRI SONO IL PEZZO CHE
COSTEGGIA LA LUCCHINI ARTONI
A RUGACESIO CHE MANCANO PER
COMPLETARE LA PISTA CICLABILE
VERSO PIOLTELLO.SONO ANNI CHE
ASPETTIAMO.

mercoledì 24 ottobre 2012

L'ODE ALLA NUOVA BRUTTURA SU UNA ROTONDA A SEGRATE

Foto: Quanti soldi spesi male
Preferivamo che lo sponsor
Terminasse la ciclopedonale di
Via Rugacesio,sarebbero stati
Spesi meglio diecimila euri,ma
D'altronde siamo  nell'impero
Di Segrate.E l'imperatore vuole
Opere degne di un imperatore.
Una nostra immaginazione,il monumento 
assomiglia tanto alle rampe di discesa
dal ponte degli specchietti alla triste
fermata del passante,fateci sapere cosa 
ne pensate.  selsegrate@gmail.com