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domenica 2 giugno 2013

OMOFOBIA A SEGRATE,ANCORA UNA VOLTA LESI I DIRITTI CIVILI!!!!!

"L'omosessualità è una malattia".
Bufera sulla catechista di Segrate

La frase pronunciata da una insegnante sessantenne durante il corso di preparazione alla cresima. I ragazzi, tutti di terza media, hanno reagito e in due si sono ritirati dalle lezioni. Il sindaco di centrodestra: "Le sue affermazioni appartengono a un passato che la società civile ha superato. Anche il parroco prende le distanze


“L'omosessualità è una malattia”. Il virgolettato appartiene a una catechista sessantenne dell'oratorio San Felice di Segrate, cittadina satellite di Milano. L'affermazione, pronunciata durante il corso di catechismo per i cresimandi, ha fatto scattare la reazione dei ragazzi, tutti iscritti al terzo anno della scuola media. Da una parte gli studenti, pronti a difendere i diritti degli omosessuali, dall'altra la catechista, irremovibile sulla propria posizione. “Sono persone come noi, non si possono discriminare”, hanno argomentato i ragazzi. “Solo una coppia fatta da uomo e donna può avere figli e crescerli nella maniera giusta”, ha replicato la donna.

Alla fine del confronto due di loro (su un totale di dieci) hanno deciso che non frequenteranno più le lezioni. “Una scelta fatta in autonomia”, spiegano mamme e papà dei due ragazzi. La vicenda ha impiegato poco a varcare i cancelli dell'oratorio e uno dei genitori ha voluto portare il dibattito su Facebook. In poche ore il post ha raccolto oltre 200 commenti. Spaccato a metà, il popolo della Rete si divide fra chi sta dalla parte dei ragazzi (“Un'insegnante così è da cacciare il prima possibile”, “ho fatto bene a non far frequentare le ore di religione ai miei figli”) e c'è si schiera invece con la catechista (“In fin dei conti ha espresso una posizione personale”). Adriano Alessandrini, sindaco di centrodestra di Segrate, taglia corto: “Quando consegniamo la Costituzione 
ai ragazzi delle medie, la prima cosa che diciamo è che tutti hanno diritto al rispetto, al di là della razza e delle scelte di vita. Le affermazioni della catechista appartengono a un passato che la società civile ritiene superato da tempo”.

A Segrate da due giorni non si parla di altro. E qualche genitore è arrivato a chiedere la testa della catechista. “Forse è un po' troppo, magari si è trattato di un equivoco – dice don Andrea Sangalli, prete degli oratori di Segrate – Stiamo parlando di argomenti delicati. La Chiesa esprime una posizione chiara, ma il rispetto alle persone deve rimanere al di sopra sopra ogni tipo di considerazione e va al di là delle scelte personali di ogni individuo”.

domenica 28 aprile 2013

A SEGRATE COSA ASPETTIAMO? UN DIRITTO CIVILE CONTRO L'ARRETRATEZZA CULTURALE DELLA NOSTRA AMMINISTRAZIONE.

Lombardia :Milano :Nordovest Milano :Rho www.sinistraecologialiberta.it Territorio 28 aprile 2013 Entro l'estate anche a Rho un Registro per le Unioni Civili Il circolo rhodense di Sinistra Ecologia Libertà esprime soddisfazione per il percorso che, grazie alla nostra iniziativa, si è avviato fra i partiti della coalizione (PD-SEL-IdV) e che porterà l'Amministrazione, prima della fine dell'Estate, ad istituire un Registro e ad adottare un Regolamento per il riconoscimento delle Unioni Civili sulla falsariga dei provvedimenti già adottati dal Comune di Milano. È un passo importante che garantirà anche a Rho il rispetto dei diritti di convivenza fra coppie non legate da un vincolo matrimoniale e che ancora a livello Nazionale non ha ottenuto un'adeguata risposta. Potranno richiedere di essere iscritte al Registro delle unioni civili due persone maggiorenni, di sesso diverso o dello stesso sesso, residenti e coabitanti nel Comune di Rho e legate da vincoli affettivi. Le persone che chiederanno di registrare la loro Unione Civile, all'interno del Comune di Rho, saranno equiparate al "parente prossimo" ai fini della possibilità di assistenza. Il Regolamento impegna la Giunta a compiere tutti gli atti necessari alla tutela della Unioni Civili, al fine di superare situazioni di discriminazione e favorirne l'integrazione e lo sviluppo nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio. Parallelamente al binario Istituzionale, i Partiti della coalizione avvieranno un percorso di condivisione pubblica sui temi che ispirano l'adozione del provvedimento in modo tale che questo possa essere arricchito da un dibattito aperto e partecipato. "Abbiamo voluto essere di stimolo alla maggioranza sui temi dei diritti civili" ha dichiarato Flavio Fusarpoli, coordinatore di SEL a Rho "e nel contempo, lanciare un segnale forte al territorio circa la nostra collocazione sui temi cosiddetti etici. Ci auguriamo che questo segnale contribuisca alla formazione di una opinione diffusa sul nostro territorio e su quello Nazionale, che consenta di superare lo stallo che blocca da anni l'adozione di una Legge sulle coppie di fatto. Si tratta di un segnale di arretratezza culturale che ci auguriamo il Parlamento sia in grado di superare.

mercoledì 20 marzo 2013

LE OTTO PROPOSTE DI SEL IN PARLAMENTO


Sel si presenta in Parlamento: otto proposte di cose da fare. Dalla legge sulla corruzione ai matrimoni gay

Parlamento-italiano
Una conferenza stampa “eccentrica”, per dirla con Vendola. Paradossale. Sicuramente fuori sincronia rispetto a quel che accade dieci, quindici metri più in là. E’ il primo incontro dei parlamentari e senatori di Sel con i giornalisti alla Camera. E’ il loro primo incontro ma è anche il primo in assoluto di tutti i gruppi politici. Serve a presentare le primissime iniziative parlamentari: dalla legge contro la corruzione alle misure per ripristinare quella norma (abrogata dal governo Berlusconi) che mette fuori legge le dimissioni in bianco (lettera di dimissioni che soprattutto le lavoratrici sono state costrette a firmare pur di strappare un contratto a termine). E poi le misure per dare continuità al referendum sull’acqua pubblica, fino alle norme per sancire, finalmente, il diritto almatrimonio per le coppie gay. Per arrivare alla mozione per togliere definitivamente di scena il capitolo degli F35.
Ma la definizione di “eccentrica”, “paradossale” si spiega se si pensa a tutto ciò che circonda questa sala dove i deputati e i senatori di Sel incontrano la stampa. Tutto intorno, infatti, è un brulicare ininterrotto di giornalisti, cameramen, direttori e registi. Un andirivieni continuo che si interrompe solo quando si formano piccoli capannelli di persone. Dove deputati, giornalisti e quant’altro discutono sugli scenari prossimi futuri. A cominciare dall’elezione dei Presidenti delle due Camere. Tanto più dopo la fumata nera del primo giorno della nuova legislatura.
Un caos condito con una curiosità ossessiva. Di tutti verso i grillini ma anche dei grillini verso tutti gli altri. Con questi ultimi, i deputati a 5 Stelle, che occupano per intero la scena. Rivelando molte ingenuità, svelando una sorta di disagio a cospetto “delle stanze del potere”. Ma anche, in molti casi, giocando a fare gli smarriti, i “fuori posto”. Come del resto, impongono i cliché decisi dai media.
Insomma, tutto attorno c’è quella che sempre Nichi Vendola descrive come la “fotografia” della difficile situazione politica. Dove molti, tanti, sembrano appassionarsi solo alla ricerca di una soluzione per sciogliere la matassa. “Come se nei capannelli trasversali del Transatlantico si confrontassero due ricerche antropologiche: quella di tutto il mondo che cerca di scoprire e analizzare cosa siano davvero i grillini, e quella dei grillini che cercano di capire e analizzare il resto del mondo”.
Ecco perché la conferenza stampa sembra davvero eccentrica. Perché in questa situazione, davanti a questo caos, i gruppi parlamentari di Sel hanno scelto di ripartire da altro, dalle cose. Dalle cose da fare. “E vogliamo farlo con pedanteria”, dice sempre Vendola. Perché tutto, ma proprio tutto-tutto, fa capire che questo paese è allo stremo. E non ci sono mesi di tempo. Anche tre mesi possono diventare troppi se si fanno i conti con le risorse che mancano per finanziare la cassa integrazione in deroga. Soldi che se non si trovano getteranno sul lastrico un altro mezzo milione di persone.
Scelta controcorrente, allora, quella di Sel. Introdotta da Gennaro Migliore (nuovo capogruppo di Sel; i gruppi si formeranno ufficialmente martedì ma le votazioni ci sono già state). Che elenca i provvedimenti già depositati. Firmati dai capogruppo ma anche da tanti altri deputati. Provvedimenti che nascono dal confronto che in questi mesi ci sono stati con le associazioni, con i gruppi, coi movimenti sociali. E una delle prime “urgenze” è la riscrittura delle norme anticorruzione (c’era un impegno preso da Sel con Libera in questa direzione), la reintroduzione del falso in bilancio. E poi, si è detto, la reintroduzione della legge 188 del 2007 che fu elaborata, fra gli altri, da Titti Di Salvo (che ora è vicecapogruppo di Sel) e che fu abolita dal governo Berlusconi. In parte reintrodotta dal governo Monti. Ma appunto, solo in parte. “Noi ripartiamo da quella legge – dirà Titti Di Salvo – per impedire che le donne debbano firmare una lettera di dimissioni in bianco al momento delle assunzioni”.
E ancora: Migliore parla della norma che dovrà consentire il matrimonio fra individui dello stesso sesso. Un altro impegno preso in campagna elettorale con le associazioni che da anni – da decenni – si battono su questo tema.
E ancora: già al primo giorno della nuova legislatura, sono state presentate altre misure per dare seguito ai risultati del referendum sull’acqua pubblica. “Non per mettere il cappello su un movimento che c’era prima e al di là di noi – aggiungerà Migliore – ma perché crediamo che vada valorizzato il rapporto con la società civile organizzata”.
Non è finita. E’ già pronto un insieme di disposizioni raggruppate sotto un titolo atipico: la tutela della bellezza e la salvaguardia del paesaggio. Un cambio di rotta dopo una campagna elettorale “segnata dal condonismo berlusconiano”.
Ultima, fra le primissime: la presentazione di una mozione per chiudere definitivamente la vicenda degli F35. Così come richiede da tempo il movimento pacifista. E una volta tolti di mezzo quegli inutili e costosissimi aerei da combattimento, spostare le risorse per un piano straordinario di manutenzione delle scuole e del territorio.
Tutto ciò riguarda solo queste ore, le prime della nuova legislature. Poi, Sel si farà in qualche modo portavoce – sostenendole – delle proposte di legge popolare, quelle che si dovrebbero discutere in Parlamento una volta raccolte 50 mila firme. E si sta parlando del reddito minimo (“perché nessuno resti senza sostegni”) e quella sulla cittadinanza ai figli di migranti nati in Italia.
Cose da fare subito. Ora. “Senza aspettare l’ora X”, taglia corto Vendola. Impegnati, ovviamente, a discutere, se esistono, dei ristretti margini di mediazione sulle vicende istituzionali. Ma attenti a “non astrarsi dai sentimenti di un paese” che è ad un passo dal collasso. Attenti ai contenuti, soprattutto ai contenuti, per dirla con Loredana De Petris, nuova capogruppo al Senato.
Eccola la conferenza stampa “eccentrica”. Ma il clamore dei capannelli lì appena fuori dall’aula si riverbera anche qui dentro. E le domande dei cronisti sono per lo più sulla situazione politica. Una è esplicita: cosa vi piacerebbe che accadesse? Vendola non si sottrae. E dice: “L’auspicio è che si possa determinare una scelta del centrosinistra in favore di un candidato del Movimento cinque stelle”. Una scelta senza contropartite, “un atto di generosità”.
Finisce così. Fuori, fuori dal Parlamento stazionano una cinquantina persone. Mostrano cartelli con sù scritto: “No agli F35”, “Acqua pubblica” e “No Tav”. Sventolano bandiere del movimento di Grillo. Ma ogni tanto qualcuno di loro grida: “Tutti a casa”. Situazione paradossale.

venerdì 23 novembre 2012

NON SI PUO' MORIRE A 15 ANNI

Non si può morire a 15 anni 

 A., un quindicenne romano, si è tolto la vita per omofobia.
Vessato dai compagni da più di un anno, rimproverato da un’insegnante, non ce l’ha fatta più e si è impiccato con una sciarpa, davanti al fratello minore.

Non e’ giusto morire a 15 anni. Oggi piangiamo la vita spezzata di un ragazzino, l’ennesima vittima dell’ignoranza e dei pregiudizi. Piangiamo una vittima dell’omofobia ma anche della vigliaccheria di una politica incapace di rispettare le diversità e la dignità’ di ogni singola persona. Piangiamo per l’offesa continua ai diritti e al sentimento di umanità, per la violenza del filo spinato con cui si stringe a tenaglia l’esistenza di tanti individui.
Non possiamo, non vogliamo dimenticarlo: l’intolleranza e l’ ipocrisia sono killer spietati. Uccidono ogni giorno.
Nichi Vendola