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giovedì 2 maggio 2013

CARO SINDACO,SEGRATE NON MERITA QUESTO SCONCIO.


Il circolo segratese di Sinistra ecologia libertà lancia un appello all’Amministrazione comunale, affinché venga rimosso il bagno pubblico installato presso il parco Europa.Come testimoniato dalle foto, la toilette versa infatti in condizioni a dir poco precarie. Sel auspica che un intervento risolutivo venga adottato prima del 5 maggio prossimo, quando il medesimo parco ospiterà la festa di primavera.

lunedì 29 aprile 2013

LA FESTA SCIPPATA " LEGALMENTE"

PER I NEGOZIANTI LOCALI RIMASTI SENZA FESTA NON E' PIU' PRIMAVERA.

CI PARE CAPIRE CHE CI SIANO ALTRE MOTIVAZIONI PER NON RIPRISTINARE LA VERA FESTA

DI PRIMAVERA NATA NEL 1997.

Saracinesche abbassate, niente festa
ATTUALITA' - Correva l’anno 1997 quando i commercianti di via Gramsci si inventarono la Festa di Primavera col duplice obiettivo di ravvivare il centro città e promuovere le proprie attività. Fu un successo. Ora gli stessi commercianti, 16 anni dopo, tornano a parlare di quella manifestazione con amarezza scrivendo una lettera aperta ai segratesi dopo essersi visti chiusi la porta in faccia dall’amminisrazione comunale alla loro richiesta di ripristinarla così come era nata. Un «no», motivato dal municipio con problemi legati alla viabilità, che non va giù agli esercenti. «È una risposta che ci porta a pensare che sia stata redatta da gente che non conosce Segrate» scrivono i commercianti delle vie Gramsci, Suardi e Dalla Chiesa, in particolare riferendosi al fatto che tra i punti di diniego ci sia anche l’impossibilità di deviare la linea 923 dell’Atm quando in realtà oggi transita su via Roma, strada che non sarebbe interessata dalla manifestazione. «Oppure, più probabile, che si tratti di una colossale arrampicata sui vetri pur di negarci il permesso». E i negozianti parlano di scelte politiche fatte negli anni che non condividono. «Dopo le prime edizioni fortunate della festa, qualche politico pensò bene di appropriarsene con il risultato che dopo alcuni sterili tentativi di portarla in altre zone della città, non fu più riproposta. Nel programma elettorale del sindaco Alessandrini c’era la promozione e la valorizzazione delle attività artigianali e commerciali locali. Non bastava allora un sistema viabilistico estremamente penalizzante per i cittadini e gli esercenti della zona? Non bastava averci dimezzato i parcheggi? Ora dobbiamo anche costatare che per intralciare le nostre iniziative tutti i mezzi sono buoni. A dicembre, ad esempio, per la manifestazione dei Mercatini di Forte dei Marmi (evento che verrà ripetuto questo giovedì 25 aprile, ndr), non sono stati sollevati tutte queste problematiche nel chiudere per due giorni alla circolazione un tratto di via Roma e la via XXV Aprile. Inoltre, proprio il benestare a queste bancarelle, ci porta a dire che nessuno dei nostri amministratori è stato minimamente sfiorato dal pensiero che, in un momento di vacche magre, questi ambulanti sono venuti a togliere lavoro ai commercianti cittadini. Ora che siamo noi a volerci promuovere, noi che paghiamo le tasse a Segrate, tutto è valido per ostacolarci. Qualcuno ci dovrebbe spiegare perché chi viene da fuori è favorito, mentre noi veniamo penalizzati. Ma forse la colpa è nostra che non abbiamo tenuto conto che dal 1997 al 2001 c’erano altri amministratori che sapevano capire, e avevano a cuore, il territorio, l’artigianato e il commercio segratese».
da Segrate infolio
29 Aprile 2013

martedì 23 aprile 2013

CARISSIMA AMMINISTRAZIONE SEGRATESE.

ORAMAI E' NOTO CHE A SEGRATE DA PARTE DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE.TUTTE LE ATTENZIONI E GLI INTERESSI ECONOMICI SONO
RIVOLTI AL NUOVO CENTRO CIVICO,MA PER TOGLIERE QUESTO CESSO
DAL PARCO EUROPA QUANTO DOBBIAMO ANCORA ASPETTARE?VISTO CHE IL
5 MAGGIO CI SARA' LA FESTA DI PRIMAVERA NEL SUDETTO PARCO NON SAREBBE MEGLIO RIVOLGERE QUALCHE ATTENZIONE A QUESTO ANNOSO PROBLEMA!!!


mercoledì 20 marzo 2013

RISERVA INVERNIZZI ASSASSINATA E VIOLENTATA

SECOLI DI STORIA DISTRUTTI NELL'INDIFFERENZA E IL  CONSENSO DELLE ISTITUZIONI, 
IL COLPEVOLE SILENZIO DELLA STAMPA
 E LA LATITANZA DELLA SOVRAINTENDENZA

Avevamo gia denunciato nel post    2012/05/brebemi-riserva-invernizzi-secoli-distrutti.  lo scempio che si stava perpretando su un parco protetto dalla sovraintendenza, sui ricordi e l'emozione di intere generazioni, publicando più che una denuncia, un grido di dolore e di strazio.

Un grido che aveva finalmente colpito la sensibilità di molti giornalisti e di quache politico fino all'ora disattento, molti di loro come www.cronacamilano.it avevano ripreso e pubblicato il nostro dolore.

In tutte le riunioni, incontri istituzionali, colloqui e incontri con CAL e BreBeMi, ci avevano tutti  assicurato che solo la parte meno pregiata sarebbe stata toccata (quella verso Rodano)

Ci avevano tutti garantito che quella verso la villa, i suoi filari, i suoi monumenti, i suoi cancelli  non sarebbero stati toccati, ma non era vero, non dicevano la verità e forse sapendo di non dirla, perchè quella parte l'hanno distrutta come l'altra, perchè quei meravigliosi filari di alberi sono stati abbattuti, perchè parte del parco è stato spianato.

Ma non bastava, hanno  continuato a prenderci in giro, ci hanno detto che tutto sarebbe stato salvato e tutto riposizionato, che i cancelli, le  statue, le catene antiche,  i fregi e i capitelli sarebbero stati salvati, smontati e riposizionati, ma non era vero.

Stamane abbiamo visto degli operai intenti a "distruggere" e siamo stati assaliti dalla rabbia, da un ira inrefrenabile, da una rabbia interiore che veniva dal profondo dell'anima, dal cuore.
Fermandoci abbiamo assalito i poveri malcapitati con parole inpronunciabili e la rabbia è andata aumentando quando abbiamo scoperto chi erano e ascoltato le loro parole.
Chi stava cercando di salvare il salvabile erano i custodi del parco, che avvisati solo ieri da BreBeMi cecavano in tutta fretta di smontare almeno i vecchissimi e antichi cancelli.
BreBeMi ieri, solo ieri,  ha avvisato che domani  sarebbe intervenutra con le ruspe ad abbattere tutto, tutto quello che è nella storia del nostro territorio, che doveva riposizionare, che la sovrintendenza avrebbe dovuto  salvaguardare.

Quello che ci fa ancor più rabbia delle continue prese in giro, delle falsità, delle bugie, dello scempio e vedere che nessuno se ne interessa, che nessuni interviene, e ascoltare il silenzio di chi dovrebbe salvaguardare quelle opere, perchè tutto si può salvare e chi può intervenga entro domani e fermi l'inreparabile

Pubblichiamo i link per vedere un video su  you tube come era, e la distruzione in corso, alcune foto di oggi e di ieri, e in fondo l'appello di qualche mese fà

Procopio Gregorio
Segretario Sinistra Ecologia e Libertà Segrate






BREBEMI-Riserva Invernizzi, secoli di storia ed emozioni cancellati in silenzio

CANCELLATA LA STORIA, IL PAESAGGIO E LE EMOZIONI
CON IL COLPEVOLE ASSENSO 
DEI PARTITI, DELLE ISTITUZIONI E DELLA STAMPA
La riserva naturale Invernizzi e in particolare il suo vialone alberato, ha rappresentato per molte generazioni, uno dei paesaggi storici, ambientali ed emozionali, fra i più rinomati e ammirati dell’hinterland est di Milano.
Quanti carretti nei secoli, si son recati a passeggiare in quel lungo viale alberato.
Quanti bambini portati in gita a dondolarsi fra le possenti catene che adornano le entrate, o ad ammirar quei leoni, che possenti, sembrano sian lì a salvaguardar il parco e il viale, da vandali e deturpatori.
Chissà quanti nonni, padri e figli, nell’album del loro matrimonio, hanno le foto scattate sotto quelle fronde, con alle spalle quell’immenso filare di tigli
Anche il mattino o la sera, a volte in coda, dopo una dura giornata di lavoro, fra quegli alberi l’attesa diventava meno opprimente, sopportabile quasi svaniva.
Svaniva la rabbia, la stanchezza e la mente e lo sguardo andavano lontano, quasi sognante, con la sensazione di ritrovarsi in un paesaggio antico e bellissimo, liberi nonostante la coda.
Ora quello che per secoli c’era non ci sarà più, sacrificato impunemente allo sviluppo di una mobilità sbagliata, cieca e ottusa, che passa sopra la nostra storia e le nostre emozioni, senza neanche il tentativo di preservarle, distruggendole e appiattendole per sempre.
Ci passa sopra con il consenso silente dei partiti, delle istituzioni preposte a salvaguardare i beni culturali, paesaggistici e ambientali.
Ci passa sopra con il colpevole silenzio degli organi d’informazione, che in tutti questi anni, avrebbero potuto prestare più attenzione alle nostre richieste di salvaguardare quel viale.
Quel silenzio omaggiato allo sviluppo di , una mobilità, frutto e al servizio d’interessi economici, che non dovrebbero e non potrebbero mai passare sopra la nostra storia e le nostre emozioni,
Uno sviluppo, che quella storia, quel paesaggio e quelle emozioni, sarebbe dovuto essere obbligato a trovare le soluzioni per salvaguardarle.
Procopio Gregorio Andrea