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lunedì 21 gennaio 2013

SEGRATE SOMMERSA DAL CEMENTO,SI COSTRUISCE TANTO MA SI VENDE POCO.

Testata:
GAZZETTA DELLA MARTESANA
Pagina:
19
 «Giù le mani dal Golfo Agricolo» 


Ricorso al Tar contro il progetto di edificazione dell'area verde

«Giù le mani dal Golfo Agricolo»

Raccolte 3.500 firme. I furti, i parcheggi e i negozi in crisi gli altri problemi

(vrb) Oltre 250 nuovi appartamenti, distribuiti su decine di palazzi, e il Tar come ultimo appiglio per non far partire le ruspe. I residenti di Milano 2 non vogliono che il Golfo Agricolo venga edificato.

E' per difendere questo grande polmone verde che nel 2003 è nato un comitato ad hoc che conta una cinquantina di iscritti e cinque referenti, tra cui Roberto Fusilli, Roberta Menegatti e Caterina Farnetti.

Sull'area agricola sta per calare la mannaia di un progetto che prevede l'edificazione di circa 281mila metri quadrati, con un ulteriore spazio che verrà occupato da parcheggi, strade e servizi vari. La vegetazione è già stata intaccata per attuare il cosiddetto «Preverdissement», cioè la piantumazione di nuovi alberi, come previsto dal Piano di governo del territorio e da successive delibere di Giunta. Tuttavia, almeno il 50% delle nuove piante sarà eliminato per far posto alle case. I residenti, il 25 maggio 2012, hanno presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale, che si pronuncerà nei prossimi mesi.

«La crisi morde ovunque, non solo a Milano 2, e proprio perché il periodo è così difficile per tutti che non comprendiamo le ragioni di questo progetto, di cui si parla da vent'anni e che ora "rischia" di andare in porto - ha esordito Fusilli - Siamo venuti ad abitare a Milano 2 per il verde e la tranquillità, mentre ora rischiamo di dover convivere con casermoni, traffico e smog».

Il progetto è stato paragonato a una «bomba ecologica» che, nel caso scoppiasse, farebbe crescere a dismisura il numero di abitanti,

«sempre che gli appartamenti non restino vuoti, come a Redecesio Est o alla Vecchia Olghia, dove ne sono stati venduti quattro in cinque anni...», ha aggiunto Fusilli.

«Abbiamo raccolto 3.500 firme, di cui 1.500 solo a Milano 2 - è intervenuta Caterina Farnetti - e le abbiamo depositate in Comune, ma nulla è successo. Noi continuiamo a lottare e a manifestare le nostre perplessità riguardo a questa annosa vicenda». A detta dei membri del comitato, sul progetto le informazioni fornite dall'Amministrazione comunale sarebbero state «lacunose e fuorvianti», al punto che il plastico costruito ed esposto al pubblico non sarebbe stato veritiero («C'era dentro un inesistente campo da golf...»).

«Abbiamo il timore - ha argomentato Roberta Menegatti - che aumenteranno a dismisura traffico e inquinamento, sia all'interno del nuovo quartiere che intorno a esso, cioè a Milano 2». Che dal traffico è già vessata: «La presenza del San Raffaele non ci aiuta - ha concluso Fusilli - Le auto dei dipendenti e degli utenti dell'ospedale occupano per tutto il giorno i parcheggi della frazione, costringendo noi residenti a lasciare l'auto lontana». Una situazione paradossale, a cui il sindaco Adriano Alessandrini ha promesso di rimediare, con un nuovo piano dei parcheggi che prevede l'introduzione di stalli gialli e blu, cioè riservati o a pagamento.

Per quanto concerne la sicurezza, non basta il sistema di vigilanza privato a far dormire sonni tranquilli ai residenti: negli ultimi mesi si sono registrati diversi furti sia in appartamenti che sulle auto. Sono stati colpiti soprattutto i piani bassi. Altri problemi: le rotte aeree («Abbiamo l'incubo di un incidente come quello del 2002 a Linate») e il commercio («Tanti negozi stanno chiudendo, schiacciati dai centri commerciali»).

mercoledì 10 ottobre 2012

LE RUSPE AL GOLFO AGRICOLO COME MAI?


NELLA SEGRATE MISTERIOSA,STAMATTINA SI SONO VISTE LE RUSPE
COME MAI?MENO MALE CHE CI SONO LE PECORE PERO'


 foto tratte da segrate nostra che ringraziamo.

QUESTA FOTO E' DEDICATA  A CHI  CONTINUA A DIRE CHE LE  PECORE  AL GOLFO  AGRICOLO
FANNO PARTE DELL'IMMAGINARIO COLLETIVO

mercoledì 27 luglio 2011

TERRITORIO E SOCIETA: CEMENTIFICAZIONE TANGENTI E PROFUMO DI SOLDI



CEMENTIFICAZIONE TANGENTI E PROFUMO DI SOLDI

CEMENTIFICAZIONE TANGENTI E PROFUMO DI SOLDI:


"QUESTIONE MORALE E IGNOBILE COMPROMESSO POLITICO (prima parte) di Mario De Gaspari In tutta franchezza, non condivido quasi niente di qua..."

domenica 8 maggio 2011

DOPO SANTA MONICA(BOFFALORA) TREGAREZZO ECCO UN ALTRA DELLE SUE..................

Ecco il progetto per il Golfo Agricolo"

Il sindaco Adriano Alessandrini spiega come cambierà il Golfo Agricolo: un quartiere unito alla città nell'area verde ora inaccessibile
Segrate, 4 maggio 2011 - Cinquecentomila metri quadrati di verde pubblico, 1.500 appartamenti di lusso, scuole e servizi per la città. Sono i punti forti del progetto di recupero del Golfo Agricolo, un’area di 70 ettari destinata a diventare un nuovo quartiere residenziale immerso nel verde. Il Comitato contesta, il sindaco risponde. «Nessuno vuole cementificare il Golfo agricolo - dice Adriano Alessandrini -, puntiamo invece a realizzare un intervento di qualità. Non ci sarà nessuna rottura nell’equilibrio dei quartieri, ma completerà la città con servizi e una vasta area verde interamente pubblica».
Tremila cittadini hanno firmato per la salvaguardia del Golfo, qual è la sua risposta alla petizione popolare? 
«Il recupero del Golfo andrà proprio nella direzione della salvaguardia del verde. Oggi, i terreni sono tutti privati e c’è un’unica stradina che viene utilizzata dalla gente per passeggiare. Tutto il resto non è usufruibile. Il nostro progetto vuole rendere pubblica tutta l’area, rendendola più bella da vivere. Questo progetto sarà proprio ciò che i cittadini chiedono».
Nel programma elettorale si puntava a costruire solo il 10% del Golfo, ora gli indici sono saliti al 30%. Perché questo cambiamento? 
«Non è così. In quel 30% saranno conteggiati gli spazi verdi che non possono essere utilizzati dalla collettività, come gli spazi privati dei condomini, i giardini delle scuole, le strade e i servizi. In realtà, le case occuperanno solo il 10%. Il resto sarà trasformato in parco».
Cosa ne pensa della proposta di riattivare le coltivazioni di mais all’interno del Golfo? 
«Non è una proposta realizzabile, non possiamo imporre ai privati quello che deve avvenire sui loro terreni. È invece possibile ragionare per riuscire a portare a casa il risultato migliore per la città, ovvero poche case di pregio e tanto verde al servizio dei segratesi».
Non sarebbe meglio attendere la vendita di tutti i cantieri aperti in città prima di sbloccare altri progetti?
«La domanda abitativa non è in calo. La gente riconosce la qualità della vita di Segrate e cerca di trasferirsi nella nostra città, lo dimostra il fatto che nonostante i prezzi alti l’attenzione continui a crescere. Solo l’intervento di Redecesio Nord va a rilento».
di Patrizia Tossi
Il giorno del 4-05-2011
aggiungiamo noi,sull'ultimo punto.la gente riconosce la qualita' della vita di Segrate,se si riferiva a qualche anno fa ha ragione,ma ultimamente la qualita' dell' aria e' scarsa il rumore in certi quartieri e' assordante(TREGAREZZO NOVEGRO REDECESIO)per non parlare della via Morandi in pieno centro a Segrate,nelle vicinanze di scuole e parchi pubblici,e come mai la popolazione negli ultimi anni a Segrate e' calata?

martedì 3 maggio 2011

ASSESSORE UN PO DI RISPETTO PER I CITTADINI DI SEGRATE.


LETTERA DI UN RESIDENTE A MILANO2  RIGUARDO IL COMMENTO DELL' ASSESSORE ZANOLI SULLA RACCOLTA FIRME DEL GOLFO AGRICOLO
Ho saputo dai resoconti della riunione del  Consiglio comunale sul tema del 
Golfo che la maggioranza edificatoria  che  ha in mano il nostro Comune  ha respinto la presa d’atto della petizione firmata da 3200 cittadini ( ci sono anch’io tra di essi ) dimostrando il massimo spregio della opinione di un cosi alto numero di persone che si spera alle prossime elezioni non voterà una maggioranza cosi arrogante !! Ma come si permettono ?? Questo atteggiamento mi sembra faccia parte di quella cultura affermata  continuamente a livello nazionale che crede che chi è stato votato può fare ciò che vuole.                                                                      
Ma c’è di più ; leggo che l’assessore Zanoli in pieno Consiglio si è permesso di dire che  chi ha firmato la petizione non ne conosceva il contenuto!!  Nessuno si è alzato a dire che forse coloro che hanno votato ed eletto  lui non ne conoscevano le eccelse doti di educazione, rispetto del prossimo ,buongusto  e dignità. Zanoli, chi è costui ?

giovedì 28 aprile 2011

NONOSTANTE LA CRISI E IL CALO DI VENDITE DI CASE A SEGRATE SI CONTINUA A COSTRUIRE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 ECCO LA FIRMA DEL VICE SINDACO GRIONI ALLA PETIZIONE SULLA SALVAGUARDIA DEL GOLFO AGRICOLO,FIRMA DA LUI NEGATA.E DI CUI IL CONSIGLIERE BOTTARI NE AVEVA CHIESTO LE DIMISSIONI.
Segrate 28 aprile 2011 - Salvare il Golfo agricolo dall’avanzata del cemento, una missione quasi impossibile tentata a colpi di firme da 3mila cittadini segratesi. È una battaglia all’ultimo filo d’erba quella combattuta dal Comitato per la salvaguardia del golfo, una vasta area agricola da 900mila metri quadrati che rischia di trasformarsi in un maxi quartiere residenziale di lusso. Al posto di mais e foraggio, appartamenti costosi corredati da parco e, secondo alcuni abitanti della zona, anche da un campo da golf esclusivo. «È un assalto continuo all’unica area agricola rimasta sul territorio - è l’allarme di Stefano Volante, portavoce del Comitato - alcuni lotti soni già stati resi edificabili (come ad esempio la Vecchia Olghia) e l’unico risultato visibile sono dei cantieri aperti da anni e mai conclusi».
Con la crisi del mattone sempre più pressante e il numero altissimo di appartamenti invenduti in tutta Segrate, il rischio è quello di creare una nuova Santa Monica dove, al posto delle case extralusso, ci sono scheletri di cemento armato e cantieri aperti in un deserto. «Fino a una decina di anni fa, il golfo era coltivato - continua Volante - poi, quando i contratti di affitto sono scaduti, i proprietari dei terreni non li hanno rinnovati nella speranza di convincere il Comune a rendere l’area edificabile. A quei tempi, infatti, era in vigore una legge che consentiva più facilmente il cambio di destinazione d’uso dei terreni agricoli lasciati incolti».
L’anno scorso il Comitato aveva raccolto 3mila firme per chiedere al Comune il rispetto e la valorizzazione del verde agricolo, ma la petizione popolare è approdata in Consiglio comunale solo nelle scorse settimane, e lì c’è stata una battuta di arresto. La richiesta degli abitanti non è stata accolta e i terreni del golfo verranno inseriti all’interno del Pgt. Due le proposte del Comitato: il recupero delle colture di mais, oppure la realizzazione di un Parco locale sovracomunale tra Segrate, Vimodrone e Milano. «I segratesi utilizzano quotidianamente il golfo come fosse un parco - racconta Caterina Farnetti, del Comitato - vengono a correre nel verde, fanno delle passeggiate con i bambini ed escursioni in bicicletta tra i sentieri che uniscono le diverse frazioni. L’idea del Parco sovracomunale tutelerebbe al meglio un’area che di fatto è già considerata una risorsa da migliaia di segratesi».
Ma non solo. «Un’altra ipotesi potrebbe essere quella di riportare le coltivazioni di mais all’interno del golfo - prosegue Caterina Farnetti - i terreni potrebbero essere dati in affitto agli agricoltori, incentivandone così la ripresa». Inizialmente, il Comune aveva ipotizzato degli interventi edilizi solo sul 10% dei terreni, ma in fare di stesura del Pgt, la quota è già salita al 30%. «Non solo dati reali - aggiunge Volante - perché oltre a quelle percentuali destinate alle case bisogna considerare che ci saranno strade, parcheggi e servizi che eroderanno altro verde». Tanti i segratesi che che già vivono il golfo. «Vengo spesso a camminare - conferma Gemma Micheletta, di Rovagnasco - ci stanno togliendo tutto il verde! A Segrate si continua a costruire nonostante le case non si riescano a vendere».
di Patrizia Tossi dal Giorno La Martesana 28/04/2011

domenica 7 febbraio 2010

GOLFO AGRICOLO, COLPO DI MANO

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.Leggiamo sul sito del comune che è convocata la Conferenza di Valutazione della VAS del PGT per il giorno 22 febbraio 2010 ore 10 

Al suo interno troviamo una serie di valutazioni e progetti riguardante il futuro di Segrate Quali :
VAS PII Comparto Parco Golf
VAS PII EX CISE
E una serie di tavole, studi, progetti e molto di più, troppo di più.

Aggiungiamo il link per chi volesse approfondire la tema

http://www.segrate.suap.it/infohome.asp?g_IstatComuni=I577&g_Menu=30000&g_IdEndo=0&g_includePage=helpnavigator_comune.asp 

Questo ci spinge a fare alcune riflessioni di carattere generale e alcune di opportunità politica e comportamentale.

Tempo fa, l’attuale amministrazione, ha affidato incarico a un professionista di studiare un progetto per il nuovo PGT (piano di governo del territorio).

Nulla da eccepire, tranne che quando si dà a un professionista, lo studio del progetto, bisogna dar lui anche le linee guida e gli indirizzi, da cui il progetto e su cui il progetto, va poi man mano sviluppato, indirizzi e obiettivi, attorno ai quali stesso progetto va costruito.

Ora, a prescindere dalla condivisione o meno delle linee e gli indirizzi dati (che noi non condividiamo), ci sembra alquanto inopportuno, che un’Amministrazione al termine del suo mandato, vincoli le scelte future della città o della prossima Amministrazione, blindando in un costoso progetto, ogni futura scelta.

Se la prossima Amministrazione, non dovesse condividere le scelte e gli indirizzi (quello che noi auspichiamo), sarà costretta ad affidare un altro incarico, altri indirizzi e obiettivi e a sborsare altri soldi NOSTRI.

Un’inopportunità condivisa nostro malgrado, anche dal capogruppo della maggioranza, l’altra sera in Consiglio Comunale.

Durante la discussione, di una mozione presentata dalla minoranza, il capogruppo PDL, ha fortemente criticato la presentazione di tale mozione, facendo precisamente lo stesso ragionamento fatto da noi sul Golfo Agricolo ed ex Cise, " Non è giusto vincolare la futura Amministrazione con scelte fatte da un consiglio in scadenza".

Come non concordare?
Ci troviamo pienamente d’accordo con il capo gruppo di forza Italia.

Unico neo, come dice il capogruppo del PDL, non è giusto che siano prese decisioni vincolanti per la futura Amministrazione negli ultimi mesi del mandato, anche perché la mozione parlava di cose fondamentali, per il futuro dei cittadini PARLAVA DEI LOCULI un futuro che tocca a tutti.

Il dubbio, è se i Loculi sono così fondamentali per il PDL, forse il discorso non vale per gli ultimi pezzi di verde rimasti in città? 
Non vale per il Golfo Agricolo? 

No!! Per la maggioranza il Golfo Agricolo non è tale da rinviare la decisione alla futura amministrazione.

Loro hanno già deciso poco tempo fa, dando gli indirizzi e le linee guida al professionista.
Per loro il Golfo non esiste già più, esiste solo l’opportunità di un nuovo regalo alle lobby del mattone, un nuovo gigantesco quartiere con un piccolo giochino fatto di buche in mezzo.

Un ultima osservazione e una domanda, ci sentiamo di farla al capogruppo della PDL
LA COERENZA E’ IN BASE ALLA CONVENIENZA? 


Procopio Gregorio Andrea
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sabato 6 febbraio 2010

Anche i fortini si sgretolano e si ribellano!

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Sono già tre sabati che stiamo raccogliendo le firme in difesa del "Golfo Agricolo" a S.Felice. 
La risposta al nostro appello continua ad avere un successo inaspettato, i San Felicini stanno dimostrando grande solidarietà a Milano 2 e Rovagnasco, molti dimenticano che c'è anche lei, sulla salvaguardia dell'ultimo e importante lembo di terra del territorio, sono pochi quelli che non hanno firmato.


Proprio così, anche i fortini possono sgretolarsi e ribellarsi.

San Felice e Milano 2 sono da sempre delle roccaforti di consenso elettorale, di sostegno, prepotentemente legati alla PDL e al Sindaco, quasi da sempre fra l’altro loro esclusiva espressione.
Nell’ultima tornata elettorale, l’attuale Sindaco, ha raccolto in questi due quartieri, la stragrande maggioranza dei suoi consensi e la quasi totalità delle preferenze.
Oggi, leggendo una lettera pubblicata sul Folio del 27 gennaio, qualche incrinatura e insofferenza, in queste due roccaforti, comincia a manifestarsi prepotentemente. 




Già tempo fa, Milano 2 contestò fortemente il Sindaco, per la sua intenzione di cementificare il Golfo agricolo, progetto da lui mai abbandonato, discussione rinviata, chissà’ perché, a dopo le elezioni, forse per paura di dover dir loro quanto vorrebbe fare dopo.
Anche San Felice, non ha dimenticato quanto successo con il centro commerciale, le promesse e gli impegni solenni, che il Sindaco ha fatto in circoscrizione e mai mantenute, Non ha dimenticato la sua assenza nel difendere e informare il quartiere dall’arrivo della BrebeMi.
Il Sindaco si vanta di aver trasformato e abbellito la città e questo non si può negarlo, è certamente il migliore nel vendere l’immagine senza sostanza, l’effimero senza importanza.
Certamente l’ha trasformata cementificando ogni residuo verde, l’ha abbellita riempendola di rotondine in ogni dove e di aiuole fiorite in ogni angolo.
I cittadini di Milano 2 e San Felice, un po’ per attitudine, per estrazione sociale, culturale, o per attitudini lavorative, sono più propensi a valutare la sostanza che l’effimero, ne distinguono pienamente la differenza e l’importanza, sono più abituati a percepire e valutare entrando nel cuore dei problemi.
Quest’ultimo articolo, unito a quanto, sta succedendo a Milano 2 per il Golfo agricolo, forse smonta e sminuisce il giudizio positivo che il Sindaco da del suo stesso operato.
Se anche degli avamposti fedeli e attenti, se anche delle roccaforti da sempre base del suo consenso, si ribellano e lo condannano, per quanto fatto e non fatto, per il tradimento della loro fiducia, manifestatosi con l’accordo con il “nemico PD”, qualche problema c’è ed è inutile nasconderlo, siamo alla fine di un regno, il regno dell’effimero...




Procopio Gregorio Andrea
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sabato 16 gennaio 2010

Segrate Domani intervista Bruno Rindone: esperienze, idee, considerazioni.

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Il 22/12/2009 Bruno Rindone, ex Assessore all'Ecologia e all'Ambiente del Comune di Segrate, incontra una piccola delegazione di Segrate Domani per fare il punto della situazione di Segrate raccontandoci le sue opinioni e le esperienze vissute in questi mesi trascorsi al servizio della cittadinanza al fianco dell'amministrazione pubblica.


SD: Bruno, sei stato Assessore all'Ambiente ed all'Ecologia per più di un anno: come valuti il lavoro svolto?
BR: Il mio lavoro non è stato poi così importante, poichè ho potuto fare meno di quanto avrei voluto. Di certo la parte più nota ed evidente è stata la promozione della Raccolta Differenziata (che arriva oggi al 52% del totale) che ha portato il suo contributo e miglioramento alla gestione dei rifiuti. Ma sono finito in un ambiente in cui non si sa nulla di sostenibilità, e le decisioni sulle pianificazioni non sono prese in modo organico e tantomeno condiviso. Ad esempio alla prima seduta della giunta è stato presentato il PII sul Golfo Agricolo: prevedeva 40 costruzioni e un campo da golf. Il progetto non era stato condiviso con il PD, che per altro era molto debole e diviso al suo interno su questo punto. E' quindi successo che hanno prevalso in queste decisioni gli interessi economici privati. E' solo grazie alla mobilitazione pubblica che il progetto è (per ora) fermo.


SD: Eccoci subito su un punto caldissimo: il Golfo Agricolo. Cosa puoi raccontarci?
BR: A suo tempo il sindaco mi ingiunse di non partecipare all'assemblea cittadina organizzata da Stefano Volante sull'argomento per impedirmi di condividere coi cittadini la mia disapprovazione sul progetto di edificazione. Da quel momento mi fu chiaro che dietro tutte le iniziative del sindaco riguardo al Golfo Agricolo c'è sempre la mano di Cantoni, proprietario del terreno. A mio avviso gli 850.000 m2 del Golfo Agricolo sono alla base di una nuova concezione del vivere assieme, di prendersi cura dell'ambiente e del territorio. La cintura verde dei parchi attorno a Milano è davvero una delle poche cose che può collocare il nostro capoluogo al pari delle grandi metropoli europee, e Segrate è la cerniera tra questi parchi. Se si dovesse cementificare questa zona allora la cintura verde, che è un elemento fondamentale per il benessere e la salute dei nostri figli, verrebbe interrotta. E' questo a mio avviso il punto da cui dovrebbe partire ogni discussione in merito al destino del Golfo Agricolo.
Purtroppo però fino ad ora l'amministrazione del territorio di Segrate è stata affidata a persone che non sono in grado di valorizzarne le qualità. Non bisogna concedere appalti agli speculatori, bisogna investire in qualità, presentare un progetto alternativo. Il numero di costruzioni è sceso da 40 a 20 solo in seguito alla pressione della cittadinanza presente ad una Assemblea Pubblica. Questa sarebbe pianificazione del territorio? O è piuttosto improvvisazione?
Questo non vuol dire che non si possa costruire all'interno del Golfo Agricolo. Ad esempio se si facessero pochissime residenze signorili della più alta qualità, costruite in simbiosi col parco, si potrebbero vendere abitazioni da 10.000 euro/m2, e questo potrebbe appagare qualsiasi ingordo speculatore, preservando il Golfo Agricolo e la sua manutenzione. Non è nella quantità dei m2 costruiti che bisogna investire, ma nella qualità.


SD: Su questo punto c'è molta confusione. La proprietà (Cantoni) può però fare di quel terreno quello che vuole?
BR: Assolutamente NO! Chi parla dei diritti di Cantoni sul Golfo Agricolo non sa quello che dice, o è di parte o è parte in causa della speculazione ai danni dell'ambiente e dei cittadini. Va subito messo in chiaro nella maniera più categorica che Cantoni non ha alcun diritto per costruire su quel terreno se non, al più, un'azienda agricola poichè il Golfo Agricolo è appunto destinato all'agricoltura. Spetta esclusivamente al Comune decidere se e cosa si può costruire su quel terreno. Se questa destinazione d'uso cambierà è perchè il Comune ed il sindaco hanno preso questa decisione e se ne dovranno assumere le responsabilità. In secondo luogo poi, anche qualora la destinazione d'uso dovesse cambiare, spetta sempre al Comune approvare i singoli progetti che vengono presentati e decidere se conferire o meno la licenza edilizia, quindi è anche responsabile di cosa viene costruito su quell'area. Il famigerato campo da golf non si può considerare “verde a disposizione dei cittadini” per molti motivi, primo tra tutti non è pubblico. Il Comune dovrebbe innanzitutto chiedere al costruttore un progetto completo, che tenga conto di ogni aspetto e quindi approvarlo solo se incontra le necessità del territorio e dei cittadini (non solo quelle del costruttore) e, se quel progetto viene approvato, costringere il costruttore a rispettarlo.


SD: Ma quindi perchè il sindaco si fa tirare così tanto la giacchetta ?
BR: Alla fine, il discorso è purtroppo molto semplice: Cantoni è un pezzo grosso del PDL che ha partecipato ai finanziamenti per la campagna elettorale, e quindi preme sul nostro sindaco che è ben lieto di accontentarlo, in barba al verde ed al volere dei cittadini. Questo per incassare subito gli oneri di urbanizzazione, ma anche questa è una mossa sbagliata.


SD: In che senso è sbagliata?
BR: E' indice di miopia e di una grave mancanza di professionalità. E' sotto gli occhi di tutti quanti cantieri siano ora aperti a Segrate... e non si sa neppure se o quando mai verranno chiusi! Vedi ad esempio la storia del Progetto Santa Monica. Non sarebbe meglio chiudere quello prima di edificare altrove? Ma lì il progetto è diverso: i rallentamenti sono voluti, per far spostare la parte di edilizia convenzionata verso quella libera e commerciale.
Ma non è solo questo, il resto è incapacità, perchè ci vogliono delle capacità per poter guardare al futuro. Ad esempio l'attuale amministrazione non ha considerato che costruire più case significa anche avere più auto, e quindi dover adeguare le strade e dover fornire più servizi al numero crescente di abitanti. Tutte cose non considerate, e già a Segrate ci sono interi quartieri che lamentano questi problemi. L'esperienza non insegna? Questa è la dimostrazione che l'amministrazione non ha la più pallida idea di come gestire il suo territorio. E non a caso l'assessore al territorio si occupa di edilizia privata.


SD: Quindi la tua è una totale bocciatura dell'attuale amministrazione ?
BR: Direi di sì. Anche come investitori e capitalisti sono molto scarsi. Si tratta di semplici calcoli di costi-benefici. E non vedo nessuno che sia attualmente in grado di farli in modo completo ed oculato. Ma tutto questo giova alla vicina Milano, a cui fa comodo che i Comuni limitrofi siano gestiti da amministrazioni scadenti e ne diventino quindi vassalli.


SD: Forse è meglio cambiare argomento... La viabilità a Segrate: manca del tutto?
BR: Tutt'altro! È decisamente troppa. Oltretutto è pensata davvero male in quanto non tiene minimamente conto delle necessità di spostamento dei cittadini, si integra poco o nulla con il territorio o con gli altri progetti che dovrebbe servire. Anche l'inevitabile fusione con la viabilità dei paesi vicini è caotica e mal gestita. Prendiamo il caso BreBeMi: siamo stati l'unico Comune colto completamente impreparato, come se la cosa ci fosse caduta in testa dalla sera alla mattina mentre il progetto è nato quasi 30 anni fa! Così tutte le decisioni in merito, in questo caso anche la delocalizzazione di Tregarezzo, sono state prese letteralmente in un quarto d'ora, con quello che ne consegue. Basta confrontare la nostra situazione con quella dei Comuni limitrofi: anche il nostro Comune avrebbe potuto ottenere moltissimo in quanto a compensazioni, non solo ambientali ma anche economiche! Invece il nostro sindaco non ha chiesto nulla per i cittadini. Inoltre la BreBeMi, essendo appunto un progetto molto vecchio, è già satura prima ancora di partire e stravolgerà completamente il territorio segratese.


SD: Altro punto saliente: le rotte aeree e l'azzonamento acustico.
BR: Avrei voluto occuparmi di questo ma non ho mai avuto dal sindaco le deleghe necessarie che ho richiesto, ed ho dei sospetti riguardo all'ostinazione con cui mi sono state sistematicamente negate. Ha voluto fare tutto Alessandrini in prima persona. Per l'azzonamento acustico inizialmente si era accettato di valutare le stime solo come primo passo dell'analisi, a cui avrebbe necessariamente dovuto seguire quello della validazione tramite le misurazioni effettive, che però non sono mai state fatte. Essendo stime sono intrinsecamente errate, per definizione, e sono inquinate dal desiderio di chi le sta facendo di avere un risultato piuttosto che un altro. Come Professore di chimica boccerei ogni alunno che non abbia chiaro in mente questi concetti basilari. Per questi motivi l'attuale azzonamento acustico non ha alcuna attinenza con la realtà o rilevanza, soprattutto rispetto all'urbanistica.
In questo caso lo scopo è tristemente palese: svincolare il territorio e costruire. Alessandrini sapeva benissimo che accettando quel piano di azzonamento i cittadini non avrebbero avuto nessun rimborso, ma i loro interessi sono stati sacrificati in favore di quelli degli investitori.
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domenica 22 novembre 2009

I 90.000 alberi chiesti dal Maestro Abbado per Milano, dirottati a Segrate per il Golfo Agricolo..?

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Segrate, 21 novembre 2009



Spett. Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Spett. Governatore Regione Lombardia Roberto Formigoni

Spett. Presidente Provincia di Milano Guido Podestà

Spett. Sindaco Comune di Milano Letizia Moratti

Spett. Maestro Claudio Abbado



Lettera aperta per il
GOLFO AGRICOLO, SALVARLO E' DI INTERESSE SOVRACOMUNALE
IN DIFESA DELLA SALUTE PUBBLICA


PREMESSA:


Segrate è la città dell'hinterland Milanese che subisce di più, la vicinanza della grande metropoli. Porta d'accesso naturale a Milano, per le direttrici Bergamo, Brescia, tutto l’alto ed est della Lombardia con le arterie più importanti, quali la Rivoltana e Cassanese, che generano un inquinamento acustico e ambientale insopportabile. Subisce anche il traffico d’importanti strutture di utilità e al servizio della Regione e della grande Metropoli, come l'aeroporto di Linate, l'idroscalo, l'intermodale, il San Raffaele e quando sarà ultimato il Centro Commerciale Polifunzionale nell'area ex dogana, per citarne solo alcuni. Tutto questo rende il territorio tra i più inquinati d'Italia, e con l'arrivo della Bre.Be.Mi. si aggraverà la situazione.
Dal sito dell'ARPA, http://www.arpalombardia.it/qaria/stazione_531.asp , si può rilevare che la centralina posta di fronte a San Felice, a Limito di Pioltello, supera quasi sistematicamente la soglia d'allarme di pm10 (50mg), martedì per esempio ha rilevato 98 mg, senza per altro tenere conto che sistematicamente si superano i sessantacinque decibel e l'inquinamento da altre sostanze nocive non è da meno.
Tutto ciò, senza che mai nessun ente: Stato, Regione, Provincia, Comune di Milano, abbiano mai dato o offerto, al comune di Segrate, nessuna forma di compensazione economica o ambientale, per i danni conseguenti per i servizi resi all'intera collettività Regionale.
Ad aggravare quest’agghiacciante situazione, si è aggiunta una politica scellerata del territorio con edificazioni che porteranno Segrate, nel giro di pochi anni, dai 33.000 abitanti attuali a superare i 60.0000, con un consumo del territorio che sfiorerà la soglia dell’80%.
Ora anche l'ultimo lembo di verde, il Golfo Agricolo di Milano 2, di proprietà del Senatore Cantoni, rischia di essere sacrificato nell'interesse del puro profitto e a scapito della sostenibilità ambientale e della salute dei cittadini.
L'ultimo lembo di verde che, tenendo conto della situazione generale del territorio, dovrebbe essere mantenuto per attenuare l’enorme impatto ambientale.

Obiettivo: Un Parco locale di interesse Sovracomunale (PLIS)

Per queste ragioni mi rivolgo al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, non solo per l’importante ruolo che egli ricopre, ma anche per il particolare rapporto con il nostro territorio, che tanto ha dato nella storia e nella vita personale del nostro Presidente. A lei Presidente, chiediamo di intercedere nei confronti del Senatore Cantoni, affinché rinunci alla speculazione edilizia mettendo a disposizione della collettività il golfo agricolo. A lei Presidente chiediamo di creare le condizioni affinché al Senatore Cantoni sia offerto un altro territorio, che lo compensi del danno economico.

Al Governatore RobertoFormigoni, chiediamo che tenga in considerazione la possibilità, che il golfo agricolo sia trasformato in un Parco locale di interesse Sovracomunale (PLIS).
Oltre ad essere una reale e vera forma di compensazione, per i servizi che la città di Segrate offre e subisce nell’interesse dell’intera comunità Regionale, questo progetto sarebbe la più alta forma di applicazione dell’obiettivo Regionale, sancito dal piano per una Lombardia sostenibile, con la creazione di un vero bosco di pianura.

Al Presidente Guido Podestà, chiediamo di attivarsi in tal senso, proprio perché la Provincia risulta essere la maggior fruitrice dei servizi che il nostro territorio dà, soprattutto, perche crediamo che tale intervento risulti essere il modo più alto, nel perseguire gli obiettivi posti, con la scelta di creare dei Parchi di Cintura Metropolitana.

AL Sindaco Letizia Moratti, oltre alle stesse motivazioni già espresse, siamo certi possa intravedere la giusta soluzione alla collocazione dei 90.000 alberi proposti dal Maestro Abbado.

Al Maestro Claudio Abbado, ci rivolgiamo a lei per chiederle di intercedere e sostenere questa nostra richiesta, perché pensiamo che rispecchi pienamente lo spirito ed il messaggio che lei ha voluto inviare. Siamo certi che l’esigenza ambientale che muove questa nostra iniziativa, possa essere da lei pienamente apprezzata e sostenuta. Non crediamo che il suo intento fosse dettato da un obbiettivo di lifting della città, che sacrifica in modo innaturale ed inutile degli alberi in un vaso di plastica o dei vasconi di puro cemento. Quello che noi cerchiamo e che crediamo fosse il suo reale intento, è quello di trovare delle soluzioni compensative e di riequilibrio ambientale che incidano, realmente sull’alto tasso di inquinamento di una città metropolitana qual'è Milano ed il suo hinterland.

Confidando nel suo importante sostegno e nella buona volontà delle cariche istituzionali, porgiamo a tutti nostri più calorosi ringraziamenti


Procopio Gregorio Andrea

Cent. Comm. San Felice di Segrate (MI)

Segratefelice@tiscali.it

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lunedì 14 settembre 2009

IL FUTURO DEL GOLFO AGRICOLO


NORMATIVE E PROPOSTE


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NORMATIVA EUROPEA –

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La Direttiva 2001/42/CE del Parlamento Europeo sulla Valutazione Ambientale Strategica (VAS), introdotta dal Consiglio Europeo il 27 giugno 2001, rappresenta un importante passo avanti nel contesto del diritto ambientale europeo ed ha anzitutto, l’obiettivo di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e di contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali durante il procedimento di adozione e di approvazione di piani e programmi che possano avere effetti sull’ambiente.


Tra le sue principali finalità troviamo quella di perseguire obiettivi di salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente, di protezione della salute umana e di utilizzazione accorta e razionale della risorse naturali: in particolare, all’art. 3, comma 3, 4,e 5, sono indicate le tipologie di piani e programmi da sottoporre obbligatoriamente a valutazione ambientale, e quelle da verificare preventivamente per accertare la necessità delle stessa.


Inoltre, tali obiettivi collegano la Direttiva in parola agli obiettivi generali della politica ambientale della Comunità stabiliti dall’art. 174 del Trattato Istitutivo della Comunità Europea.


D’altra parte, anche l’esperienza acquisita con la Direttiva 85/337/CEE, concernente la Valutazione dell’Impatto Ambientale di determinati progetti pubblici e privati (la V.I.A.), aveva dimostrato che è importante garantire un’attuazione ed un’applicazione coerenti in tutta la Comunità per sfruttare al massimo il potenziale disponibile per la protezione ambientale.


Il D. Lgs. n. 152 del 3.4.2006, recante “Norme in Materia Ambientale”, modificato ed integrato dal D.Lgs.n.4 del 16.1.08, ha dato attuazione alla Direttiva 2001/42/CE.


La L.r. n. 12 dell’11.3.2005 ha introdotto la VAS anche nella Regione Lombardia, approvata poi con delibera del Consiglio regionale del 13.3.07 e definitivamente entrata in vigore con atto di disposizione della Giunta Regionale n. 6420 del 27.12.07.


Quindi la tutela ambientale è uno dei principali obiettivi della vigente normativa europea.


La suddetta Direttiva definisce (art. 2, sub b) la valutazione ambientale come “….l’elaborazione di un rapporto d’impatto ambientale, lo svolgimento di consultazioni, la valutazione del rapporto stesso e dei risultati delle consultazioni nell’iter decisionale, con la messa a disposizione delle informazioni sulla decisione; per rapporto ambientale (art. 2, sub. c) s’intende la parte della documentazione del piano o del programma da cui si possano evincere gli effetti significativi che la loro attuazione potrebbe avere sul’ambiente, nonché “..le ragionevoli alternative alla luce degli obiettivi e dell’ambito territoriale”.


La valutazione deve essere applicata a tutti i piani e programmi redatti nell’ambito “..agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, (..) della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli e che definiscono il quadro di riferimento per l’autorizzazione dei progetti elencati negli allegati I e II della Direttiva 85/337/CE sulla VIA – unica sinora vigente in tutta la materia - per i quali, in considerazione dei possibili effetti sui siti, si ritiene necessaria una valutazione ai sensi degli artt. 6 e 7 della Direttiva Habitat 92/43/CEE (come recita l’art. 3 della Direttiva Europea 2001/42/CE).


Quest’ultima mira a realizzare una rete ecologica europea coerente delle Zone Speciali di Conservazione e prescrive che gli Stati membri propongano dei siti come zone speciali di conservazione.


“..La biodiversità, la popolazione, la flora, la fauna, il suolo, l’aria, l’acqua, i fattori climatici, il paesaggio, il patrimonio culturale….” sono solo alcuni degli aspetti elencati alla lettera f) del suddetto art. 3, ma, in particolare, il concetto di salute umana deve essere considerato nel contesto di altre questioni indicate nella stessa lettera f) e della correlazione con altre quali l’esposizione al rumore del traffico o ad agenti inquinanti dell’aria: una descrizione del rapporto tra tutti i suddetti fattori è essenziale, dato che potrebbero indicare altri e più gravi effetti rispetto a quelli risultanti dall’esame isolato dei singoli fattori.


Ma l’altro aspetto da evidenziare è l’importanza fondamentale che tutta la normativa europea in materia attribuisce all’Informazione ed alla Consultazione dei cittadini: lo stesso art. 2 già citato afferma chiaramente che la consultazione è parte inscindibile della valutazione.


Basilare è il disposto dell’art. 6 della Direttiva 2001/42/CE, che alle prime righe (sub1) afferma come la proposta di piano o di programma ed il rapporto ambientale “…devono essere messi a disposizione delle autorità (..) e del pubblico”, ribadendo ed ampliando il concetto agli artt. successivi e nelle direttive europee 2003/4/CE e 2003/35/CE sull’informazione e la partecipazione al processo di Valutazione Ambientale.

Ma fondamentale è anche quanto afferma l’art. 9, sub 1, della Direttiva 2001/42/CE, affiancando al concetto di semplice informazione quello di messa a disposizione di documentazione successiva:


a) il piano o il programma adottato;

b) una dichiarazione di sintesi con le ragioni per cui è stato scelto il piano o programma adottato;

c) le misure adottate in merito al monitoraggio, come previsto dal successivo art. 10, sub 1).


A margine dell’aspetto di nostro interesse, segnaliamo come per “pubblico” si intendano Associazioni, organizzazioni o gruppi anche privi di personalità giuridica, come previsto dal combinato disposto degli artt. 6 e 7 della Convenzione di Aarhus, che suggerisce una divulgazione sia pubblica che individuale perché abbia maggior efficacia.


Inoltre, negli ultimi anni la Normativa Europea ha prodotto diverse Direttive in campo ambientale: p.e., la Direttiva Quadro 2000/60/CE in materia di acque, la Direttiva Quadro 75/42/CEE sui rifiuti, la Direttiva Quadro 96/62/CE in materia di qualità dell’aria, solo per citarne alcune, si integrano e vanno coordinate con la principale 2001/42/CE per una visione armonica e complessiva della materia, costantemente in fieri.


A questo proposito, segnaliamo che il Comune di Segrate ha effettuato una VAS in merito al progetto al’area denominata “Golfo Agricolo”, senza un doveroso coinvolgimento dei cittadini proporzionale all’importanza di quanto programmato, “notiziati” solo a procedura conclusa – il pubblico “deve” essere consultato sui progetti e sulla valutazione ambientale ed occorre tener in debito conto le opinioni che esprime -, ma soprattutto, senza tenere in alcuna considerazione le autorevoli prescrizioni delle citate Direttive Comunitarie.



NORMATIVA PROVINCIALE -

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Come forse noto, l’attuale legge di riferimento è la Lex 12/05 ed è in corso un’approfondita revisione della normativa provinciale.


Secondo fonti attendibili, è in corso la definizione di “ambiti territoriali strategici a destinazione agricola” che potrebbero coinvolgere anche la zona di Segrate, probabilmente una delle più compromesse.




NORMATIVA REGIONALE -

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La Lombardia dispone dal marzo 2001 di un Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), che costituisce quadro regionale di riferimento per la pianificazione paesaggistica.


Ed il PTR ha la valenza di Piano Paesaggistico, come descritto negli artt. 76 e 77 del D. Lgs. n. 42/04: la scelta del legislatore regionale attesta la profonda compenetrazione esistente tra governo del territorio/valorizzazione paesaggistica e ambientale, come logico abbinamento di materie che la stessa Costituzione ha ritenuto di dover assegnare alle Regioni.


Per dare piena attuazione alle caratteristiche sopra indicate, secondo quanto previsto dall’art. 19 della Legge 12/05, gli elaborati del PTPR vigente vengono integrati e aggiornati annualmente dal PTR, individuando aree compromesse o degradate dal punto di vista paesaggistico e proponendo interventi di riqualificazione e recupero del degrado.


Il Piano del Paesaggio Lombardo, formato dagli atti di specifica valenza paesaggistica prodotti da Regione (PTR), Province (PTCP), Enti Gestori dei Parchi (PCP) e Comuni (PGT), è l’elemento fondativo del sistema di pianificazione del paesaggio regionale, così come già riconosciuto nel suindicato Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR).

Con la Legge Regionale 12/05, il Piano Territoriale Regionale ha acquisito un ruolo fortemente innovativo nell’insieme degli strumenti ed atti di pianificazione previsti in Lombardia.


Tra le principali novità, che più qui interessano, si sottolinea come l’impostazione della legge ha attribuito, non solo alla responsabilità degli amministratori pubblici ma anche a quella di tutti gli operatori territoriali coinvolti, la determinazione dei contenuti degli atti di pianificazione, dando attuazione al principio di sussidiarietà.


Pertanto il governo locale ha la responsabilità di individuare misure di tutela e valorizzazione ambientale e paesaggistica, oltre alla scelta degli obiettivi di sviluppo territoriale ed alla definizione dei livelli di prestazione dei servi pubblici.


Ecco perché il PTR, nella concezione della L.r. 12/05, costituisce fondamentale cornice di riferimento interattivo e di raccordo per la pianificazione locale: di più, il PTR rappresenta elemento indispensabile per un assetto armonico della disciplina territoriale della Lombardia e, più specificamente, per un’equilibrata impostazione dei Piani di Governo del Territorio (PGT) e dei Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale (PTCP).


Con l’entrata in vigore del “Codice dei Beni culturali e del Paesaggio” (D. Lgs 22.1.04, n.42) e della L. r. 12/05, si è reso necessario aggiornare il PTPR , che fa già riferimento al concetto di paesaggio contenuto nella “Convenzione Europea del Paesaggio”, ratificata con la L. 14/06.

Pertanto, nel detto aggiornamento, assunto dal PTR, vengono confermate le disposizioni generali del Piano del 2001, ed in particolare la centralità del Piano del Paesaggio Lombardo, e viene così rafforzata l’efficacia del quadro di riferimento paesaggistico del Piano.


E’ intuibile come tra il PTR ed i Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale (PTCP) si realizzi un legame molto stretto in quanto l’art 17, comma 7, della Legge Regionale n. 12/05, prevede espressamente per il PTCP una verifica di compatibilità “con gli atti di programmazione e pianificazione regionale”, e dunque, in primo luogo, con il PTR.


La coerenza dell’impostazione dei vari PTCP rispetto agli obiettivi definiti nel PTR è necessaria affinché sia possibile ottenere un complessivo sistema di pianificazione organico e congruente.


Ma il rapporto tra il PTR ed il PTCT ha una sua immediata evidenza nelle previsioni regionali direttamente prevalenti su quelle provinciali e comunali, di cui la L. r. 12/05 ha delineato i confini su temi precisamente definiti: non solo realizzazione di infrastrutture e potenziamento delle linee di comunicazione, adeguamento del sistemi di mobilità e poli di sviluppo regionale, ma soprattutto zone di preservazione e salvaguardia ambientale.


Poiché tali previsioni regionali possono incidere sul regime giuridico della proprietà immobiliare, conformandola a tutti gli effetti di legge, la localizzazione delle relative aree di intervento o di tutela ambientale risulta puntualmente individuata dal PTR stesso e conserva, alla decadenza del vincolo, valore orientativo per la pianificazione e nella programmazione degli eventi.


La medesima L.r. 12/05 ha dato facoltà alle Province di proporre alla Regione modifiche ed aggiornamenti della propria programmazione e pianificazione, tanto che quasi tutte le Province Lombarde sono attualmente dotate di uno strumento di pianificazione.


Inoltre, nei confronti dei PGT Comunali, il PTR assume la stessa valenza prevista per i piani provinciali e quindi una funzione sia orientativa che prescrittiva: la presenza di previsioni del PTR “prevalenti” sulla urbanistica di Province e Comuni comporta per tali Enti effetti procedurali rilevanti, sia per l’approvazione dei rispettivi piani sia per l’adeguatezza a tali previsioni come condizione di legittimità.

Aggiungiamo che i PGT interessati sono assoggettati ad una verifica regionale di corretto recepimento delle previsioni del PTR.


Ma tra i dati più interessanti annoveriamo anche il rapporto tra PTR e Piani Territoriali di Coordinamento dei Parchi Regionali, secondo la L.r. 86/83, nei confronti dei quali il PTR è sia atto di orientamento che di valore prevalente, distinguendo le aree qualificate parchi naturali o aree naturali protette, ai sensi della Legge n. 394/91 vigente in materia.


Quanto sopra è stato recepito dall’art. 20 della L.r. 12/05, che prevede i Piani Territoriali Regionali d’Area (PTRA), progetti di sviluppo territoriale che danno attuazione ed integrano gli obiettivi del PTR, condivisi con gli Enti Locali, per il governo delle complessità e di aree di significativa ampiezza territoriali interessa teda opere, interventi o destinazioni funzionali aventi rilevanza regionale o sovraregionale.


Le finalità del PTRA sono il precisare gli obiettivi e le strategie e, coerentemente, definire il quadro di riferimento territoriale per un’azione coordinata ed efficace di tutte le programmazioni territoriali dei soggetti interessati: essi rappresentano anche il luogo della costruzione di consenso e cooperazione per affrontare criticità e nodi problematici comuni ai territori interessati e per l’intera Regione.


Inoltre, il territorio lombardo, e tra questi Segrate, presenta una notevole complessità rispetto alle componenti morfologiche, geologiche ed idrogeologiche.

Al PTR è assegnato il compito di definire gli indirizzi per il riassetto del territorio, così da ridurre i rischi presenti e garantire un corretto uso delle risorse territoriali, che consentano condizioni di sicurezza per i cittadini e per lo sviluppo di attività antropiche, nonché condizioni ambientalmente sostenibili per l’intera regione.

Il PTR lavora in raccordo con la pianificazione a scala di bacino e tiene conto delle direttive per la prevenzione del rischio sismico.


Infine, anche il PTR è assoggettato a Valutazione Ambientale Strategica, che ha il compito di evidenziare la congruità delle scelte rispetto agli obiettivi di sostenibilità e le sinergie con gli altri strumenti, le alternative assunte, gli impatti potenziali, le misure di mitigazione e compensazione.

La Valutazione Ambientale, che la le legge prevede estesa ai piani e programmi di natura territoriale, diviene anche uno strumento attraverso il quale garantire la sostenibilità delle scelte e la coerenza delle azioni nel perseguire gli obiettivi di sviluppo per il territorio della Lombardia.




SITUAZIONE ATTUALE

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Da tempo seguiamo le problematiche connesse al paventato allargamento del Parco Agricolo Milano Sud sino a comprendere il cosiddetto “Golfo Agricolo”, ampia area verde che si trova nel Comune di Segrate ed a Nord della Cassanese, tra Milano 2 e Rovagnasco.


La moderna pianificazione urbanistica , ormai affermata in tutta Europa, considera indispensabile salvaguardare gli spazi agricoli interstiziali tra i nuclei urbani come elemento di qualità sociale ed ambientale, nonché componente di “ricucitura” del territorio e principio contenuto nel Piano Agricolo della Provincia di Milano.


La contemporanea crescita di Milano e di grossi centri nella cintura milanese ha infatti lasciato appezzamenti agricoli di varie dimensioni, che gradualmente sono stati inglobati, smarrendo altresì la loro peculiare identità, tipica della dell’agricoltura della Pianura Padana, per assumerne un’altra altrettanto importante di vivibilità urbana.


In questo modo, essi diventano, e sono sempre più destinati a diventare, una risorsa preziosa ed insostituibile per la qualità della vita di chi vi abita vicino, soprattutto in quegli agglomerati caratterizzati da carenza di spazi verdi.


Inoltre, come è stato più volte evidenziato, l’agricoltura è un’attività economica che può difendere e valorizzare il territorio, e le sue straordinarie potenzialità costituiscono una risorsa strategica naturale anche per combattere il riscaldamento globale e le emissioni di CO2, ora in ritardo rispetto agli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto: la crescita del debito complessivo (per ogni tonnellata di CO2 è stato stimato un prezzo di € 20) si può visualizzare in tempo reale dal contatore presente sul sito del Kyoto Club (ad oggi un debito di € 42 al secondo).


Per poter quantificare meglio il notevole vantaggio che di cui potrebbe beneficiare SEGRATE, basti pensare che un campo di mais di 100 ettari (circa l’estensione del “GOLFO AGRICOLO”) abbatte in un anno circa 3 milioni di metri cubi di CO2, pari a circa 4300 tonnellate di CO2!


Probabilmente era arduo sperare che il paesaggio della zona della Martesana, una delle ultime aree agricole della cintura milanese e considerata l’ultima importante risorsa di indubbio valore ambientale ed ecologico, non venisse coinvolto negli interessi speculativi che stanno stravolgendo il volto della nostra città: la presenza di una fitta rete irrigua (fontanili, rogge e canali) che sfruttava l’acqua, una delle principali ricchezze del territorio Segratese, alberi, essenze, specie animali autoctone ed antiche cascine, tutti questi elementi di vita stanno subendo un profondo mutamento ed il progetto urbanistico in atto sta deturpando l’intera area territoriale del Comune di Segrate.


Sia nell’ipotesi che sorgano abitazioni per 8.500 cittadini (come prevede il piano attualmente depositato in Comune) sia nell’altra che ne prevede 2.500 (come illustrato nell’incontro di Milano 2 con il Sindaco e l’Assessore al Territorio), il progetto in parola sarebbe indubbiamente un colpo durissimo per la vivibilità di Segrate, visto che anche l’ultimo “polmone verde” sarebbe urbanizzato.


Sembra paradossale constatare che perfino la vicina Milano risulterebbe più virtuosa, visto che il Sindaco Moratti ha recentemente destinato all’agricoltura 4.000 ettari inglobati nel territorio metropolitano.


Credo comunque che la socializzazione e la vivibilità dei tessuti urbani esistenti non possano essere certo perseguite con un intervento edificatorio continuo e generalizzato, teso ad occupare tutti gli spazi agricoli esistenti.


Anche per questo motivo, stiamo esaminando con grande attenzione i progetti normativi allo studio presso la Provincia di Milano e presso la Regione Lombardia.


Ma cos’è oggi il Golfo Agricolo? Un’oasi meravigliosa che offre l’opportunità di passeggiare nella tranquillità delle campagne ed alle famiglie uno spazio dove scoprire la natura, alle persone anziane un angolo dove ritrovare l’atmosfera di un tempo ed un percorso ideale per gli appassionati di jogging.

Ed il paesaggio, la conservazione della flora e della fauna, la presenza di ecosistemi tipici sono solo alcune delle ricchezze più pregiate di questa area.


Questi aspetti “bucolici” si intrecciano con motivi di salvaguardia e tutela del territorio, con la difesa di una funzione economica come quella agricola che ha segnato la storia dello sviluppo economico di quest’area: un Parco che deve tener conto di una crescente domanda sociale alla continua ricerca di spazi fruibili e ricchi di significati culturali, in un contesto di Area Metropolitana tra le più sviluppate del Paese.


In sintesi, queste aree agricole sono una risorsa preziosa ed insostituibile per la vita degli abitanti di Segrate e la loro tutela è fondamentale sia per il recupero ambientale delle fasce di collegamento tra città e campagna sia per il riequilibrio ecologico dell’area metropolitana.

Tra l’altro, potrebbero essere soluzioni per evitare di danneggiare in modo irreversibile un tessuto territoriale fondamentale per dimensioni e caratteristiche per la città di Segrate e sfruttare al meglio le prospettive di sviluppo offerte da un'occasione forse irripetibile quale l'assegnazione a Milano dell'EXPO 2015.


Creare questo allargamento potrebbe essere solo un atto lungimirante di politica agricola, nella prospettiva di salvaguardare e potenziare le attività agro-silvo-colturali in coerenza con la destinazione dell’intera aerea.


Ma, soprattutto, potrebbe essere il modo per omogeneizzare la tutela di un territorio difendendo ed incrementando la funzione economica nel rispetto della vocazione agricola.


Credo, insomma, sia forse un progetto ardito, ma senz’altro fattibile, visto che esistono tanti presupposti di compatibilità e l’occasione che ci si presenta è forse irripetibile



PROBLEMI E PROPOSTE

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Tra le conseguenze “invisibili” dello sviluppo incontrollato assunto da Segrate negli ultimi anni, segnaliamo che rilievi scientifici indipendenti, effettuati presso alcune residenze di Milano 2, hanno accertato un inquinamento del sottosuolo da dosaggi squilibrati di diversi elementi, al punto da rendere l’acqua di tali Residenze di dubbia potabilità.



Inoltre, tra le problematiche più scottanti ed urgenti, figura anche la funzionalità del Sistema Fognario del Comprensorio di Milano2.


Infatti, come risulta da una comunicazione recentemente inviata dal Responsabile del Settore Tecnico del Comune di Segrate, dott. Rigamonti, la nostra rete fognaria “….è vecchia di 30 anni e realizzata con mezzi inadeguati, anche in virtù degli eventi climatici meteorologici eccezionali degli ultimi tempi”.


Il sistema fognario in parola viene ritenuto “deficitario” e, con la citata comunicazione, viene richiesta la realizzazione di “...nuovi pozzi perdenti per lo smaltimento della acque meteoriche”, come previsto dal vigente Regolamento Consortile di Fognatura, al fine di migliorare l’attuale funzionalità del predetto sistema



Per non voler citare i continui allagamenti delle cantine di molte Residenze e le difficoltà nel parcheggiare le auto, problemi un po’ comuni anche ad altri quartieri (primo fra tutti NOVEGRO!) e che necessiterebbero di adeguata regolamentazione.


Sarebbe anche necessario:


1. effettuare la riqualificazione paesaggistica delle area dismesse che prevedano interventi compensativi, con specifica attenzione alla valorizzazione della dimensione pedonale e dei percorsi ciclo-pedonale ed alla connessione con le reti verdi provinciali e regionali;

2. creare dei corridoi verdi, quali elementi verdi lineari chiamati a svolgere un ruolo di connessione con gli altri nodi provinciali e con il sistema rurale paesistico, a continuo rischio di compromissione per il continuo consumo del suolo;


3. riconoscere il valore strategico delle rete verde regionale e della costituenda rete verde provinciale, quale sistema integrate di boschi alberate e spazi verdi, ai fini della qualificazione paesaggistica dei contesti urbani e rurali, del contenimento del consumo del suolo e della promozione di una miglior fruizione dei paesaggi della Lombardia: i piani di indirizzo forestale, i progetti di Sistemi verdi rurali, i progetti provinciali e regionali di green way, i progetti di rete ecologica e, soprattutto, i Parchi Locali di Interesse Sovra comunale (P.L.I.S.) contribuiscono alla costruzione ed alla salvaguardia della rete verde regionale e sono gli strumenti che potrebbero essere utilizzati per realizzare quanto descritto;


4. tutelare i fontanili ancora attivi, che sono da valorizzare in riferimento alla loro funzionalità idrica, limitando i prelievi delle acque sotterranee e prevedendo modalità efficaci di corretta manutenzione.

Pertanto, anche alla luce dei suindicati riferimenti normativi, è ragionevole supporre che l’area naturalistica esaminata possa e debba trovare adeguata regolamentazione secondo i principi ambientalisti affermati anche nelle Sedi più autorevoli.


E, in questa prospettiva, la proposta di un “collegamento” del cosiddetto “Golfo Agricolo” con il Parco Agricolo Milano Sud diventerebbe più realistica.


A questo punto, riteniamo opportuno proporre al prossimo Convegno, previsto per la prima settimana di Ottobre p. v., una raccolta di firme tra tutti cittadini di Segrate favorevoli al su indicato progetto, che andranno depositate e protocollate in Consiglio Comunale entro la fine dell’anno:


una petizione a difesa dell’ultima area verde di Segrate.


A presto



STEFANO VOLANTE

COMITATO MILANO 2 PER SEGRATE