domenica 18 marzo 2012

LA BREBEMI STA ARRIVANDO:PIU' CEMENTO MENO VERDE


L’AMACA del 18/03/2012 (Michele Serra).

Percorrendo la via Cassanese, lungo quell’angosciante dedalo di capannoni, rotonde e quartieroni para-urbani che è la Lombardia nordorientale, si rimane sbigottiti passando accanto al parco di Villa Invernizzi. Un imprevisto scorcio di bellezza laddove la bellezza è stata piallata via dalle classi dirigenti lombarde dal dopoguerra in poi, compresala Legache è colpevole al quadrato perché “partito territoriale” che del territorio ha fatto scempio (dunque, scempio della propria anima). Il parco di Villa Invernizzi, anche all’automobilista che passa in fretta, lascia intuire, in mezzo a quel susseguirsi di non-luoghi, una decisa disciplina estetica (che nella Lombardia agricola non era affatto privilegio dei ricchi: cascine e case coloniche avevano armonia e dignità). Il contrasto con ciò che sta intorno — decollando da Orio al Serio la fascia prealpina appare uno sterminato ammasso di cemento sparso a casaccio — è totale. Tanto che ci si chiede:ma come è possibile che sia rimasto intatto un pezzo di Italia così perfetto?Infatti, non è possibile. Leggo sui giornali che una fetta di parco sarà abbattuta per fare posto alla nuova autostrada Brebemi.La Lombardia, in fin dei conti, cerca una sua armonia: il bello, in mezzo al brutto istituzionalizzato, è una stonatura.
Da La Repubblica del 18/03/2012.

Via l’Ici, ecco l’Imu: cosa cambia?

  On line l’articolo pubblicato in “exLege” 3/2011 che illustra la nuova imposta comunale sugli immobili.

Dal 1° gennaio 2012 l’Imu (Imposta Municipale Unica) ha sostituito l’Ici (Imposta Comunale Immobili)
Considerata l’attualità dell’argomento l’Avvocatura della Curia anticipa l'articolo pubblicato in exLege 3/2011 in corso di spedizione che illustra la nuova imposta: L'imposta municipale (anticipata) sostituisce l'Ici
In allegato, ripubblichiamo anche un commento alla circolare del Ministero delle Finanze del 2009, che delimita con precisione e chiarezza l’ambito di applicazione dell’Ici (I limiti dell’esenzione Ici per gli immobili destinati ad attività socialmente rilevanti)

Inoltre pubblichiamo una nota dell’Avvocatura che illustra e commenta le modifiche apportate dall’articolo 91bis del DL 1/2012 alla luce dell’intervento del Presidente del Consiglio al Senato del 27 febbraio 2012 (Le modifiche al regime di esenzione: prime osservazioni)  – (Intervento del Presidente del Consiglio).

Riforma del lavoro. Non siamo d’accordo

Riforma del lavoro. Non siamo d’accordo

Non siamo d’accordo!! La proposta di riforma del mercato del lavoro presentata dal governo nella notte non ci trova per nulla in accordo. Va nella direzione sbagliata, quella già imboccata a suo tempo dal governo Berlusconi.


La stella polare che orienta le scelte è la stessa. Deregolamentazione e flessibilità restano le formule magiche. Dovrebbero garantire sviluppo e crescita: maggiore efficienza, maggiore produttività e dunque anche più posti di lavoro e salari migliori. Ma è una via che si già dimostrata senza uscita: i dati europei stanno lì a palesarlo. Deregulation e flessibilità selvaggia non hanno affatto innescato quel circuito virtuoso. Hanno solo rallentato e spesso paralizzato il percorso della ricerca e dell’innovazione, sino a tradursi in calo della produttività e ostacolo alla crescita.
La modifica, nella sostanza equivalente al taglio, degli ammortizzatori sociali non offre alcuna protezione a chi ne era privo, e che privo ne resta. In compenso costituisce un formidabile incentivo ai licenziamenti, che sconfina nell’irresponsabilità in una fase di crisi in cui i posti a rischio si contano in centinaia di migliaia.
La riduzione delle tipologie di contratto da quasi 50 a 8 è una svolta, ma solo apparente. Non sfiora l’anima del dramma in cui sono costretti a vivere nell’insicurezza permanente milioni di giovani e lavoratori precari. Il praticantato resta infatti la base del sistema, e si tira dietro la precarietà come modello fondante e in prospettiva unico delle relazioni industriali.
D’altra parte, solo con la volontà di procedere a tappe forzate verso la precarizzazione del lavoro si spiega l’insistenza sulla restrizione o cancellazione dell’art.18. Null’altro infatti può giustificarla e il più bugiardo tra gli alibi è proprio quello che sbandierala necessità di dare lavoro ai giovani.
Manca in compenso, nel piano del governo, quel che dovrebbe esserci: una strategia capace di scommettere sulla modernità reale, dunque sulla produzione ad alta compatibilità ambientale, e quindi sull’innovazione e sulla ricerca.
Manca anche qualsiasi disponibilità al dialogo con quelle centinaia di migliaia di lavoratori che il 9 marzo hanno scioperato e manifestato a Roma e con i precari che si sono più volte mobilitati. Anche per questo è necessario e urgente che il Parlamento intervenga per correggere profondamente quella riforma. Perché quella parte fondamentale del Paese non può e non deve restare ignorata, inascoltata e isolata. Lo è già da troppo tempo.

mercoledì 14 marzo 2012

LA Lombardia UNA REGIONE ALLA SBARRA indagato un altro ex Assessore

Segni di preveggenza o voglia di chiarezza e  pulizia?

UNA NOSTRA PROPOSTA

Quando in un precedente post (segrate-al-centro-degli-affari-truccati.), facendo riferimento alle spese e ai finanziamenti "elettorali", ricevuti dalla fondazione facente capo all'ex vicepresidente Regionale Penati, certo non ci aspettavamo sviluppi cosi immediati e sopra tutto  ci riferivamo a tutt'altro dell'ambito locale.

Perchè se è vero che in ambito Nazionale e Regionale, alle ingenti spese sostenute dai partiti si può, sforzandosi,  trovare qualche scusa o giustificazione politica, oltre alla " truffa-affare" dei rimborsi elettorali, altrettanto non si può dire in ambito locale e comunale.

Per chi come noi la politica la fa con il cuore, con spirito di servizio, pur comprendendo e ritenendo normale l'umana  soddisfazione o  orgoglio personale e politico, nell'essere eletto Consigliere Comunale o Sindaco in un piccolo Comune , non riusciamo proprio a capire come si possano "investire" migliaia e migliaia di euro,  a volte centinaia di migliaia di euro, per fare il Consigliere, senza  certezza di essere eletto e "pagare" cosi l'orgoglio personale o politico.

Per quanto uno possa essere benestante, avere conti milionari nella Banca d'Italia, in Banca Intesa o nella piu piccola e sperduta Banca locale spendendo di suo, risulta a noi come ai più, incomprensibile e non giustificato come si possa mer mesi, coprare intere pagine di giornali, offrire suntuose cene a centinaia di persone, pagare stipendi a nutriti staff, o inviare a tutti lettere personali e decine di migliaia di corposi opuscoli su carta speciale e costosissima.

E' questa deviazione, che non ha nulla a che fare con lo spirito di servizio o con la passione politica, che poi porta alla "necessità", di dover in qualche modo sostenere le sempre più ingenti spese elettorali sia politiche che personali, che portano a scandali come quello di Cassano, Sesto e adesso Regionale.

A livello Nazionale, Regionale ma ancor più locale, crediamo sia ormai inprocrastinabile mettere un freno a questa stortura e deviazione, foriera di intrallazzi e corruzione sempre più per interesse personale che non  per "sostenere la politica" come succedeva nella prima repubblica.

Diventa per noi evidente, che bisogna mettere un freno ed un limite alle spese elettorali, sia partitiche che personali,  legandole al livello elettorale, al contesto territoriale e di aventi  diritto al voto, come risulta evidente la necessità di dover per legge obbligare anche nei piccoli comuni, alla certificazione e divulgazione delle spese sostenute.

In Attesa che una legge in tal senso venga emanata, crediamo che sia importante che in un comune come Segrate, che vanta una storia importante, apprezzata, riconosciuta e premiata, di innovatrice in campo politico e regolamentare, approvi un ordine del giorno che obbliga  i partiti ed tutti i candidati alla presentazione e divulgazione delle spese elettorali sostenute.

Alla luce degli scandali a tutti i livelli, sempre più frequenti sulle pagine  dei giornali, sarebbe un ottimo esempio che darebbe lustro alla nostra città e a tutti noi, che fin da ora venissero divulgati da tutti noi e dai nostri partiti, le spese sostenute nelle ultime elezioni comunali

Pino Di Marzo

Procopio Gregorio

Sinistra Ecologia e Libertà Secgrate 

Circ. Enrico Berelinguer

Indagato il consigliere regionale del Pdl Angelo Giammario

L'accusa e' di corruzione e finanziamento illecito ai partiti

14 marzo, 13:52
(ANSA) - MILANO, 14 MAR - Il vicepresidente della commissione ambiente della regione Lombardia Angelo Giammario (Pdl) e' indagato dalla procura di Milano per corruzione e finanziamento illecito dei partiti. Stamani i suoi uffici in Regione sono stati perquisiti dai carabinieri del Noe. L'inchiesta e' coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo ed e' stata affidata al pm Giordano Baggio. Eletto in regione nel 2005, e' stato anche sottosegretario lombardo ai rapporti con la citta' di Milano, inoltre fa parte del cda della Bocconi.(ANSA).

FINALMENTE SI E' DECISO,A GIORNI PRONTA L' ORDINANZA DI CHIUSURA DELLA LUCCHINI ARTONI!!!!

 Durante l' ultimo consiglio comunale,assente il Sindaco,ma la notizia non e' questa l'assessore Zanoli dopo tante discussioni,ha comunicato che a giorni sara' pronta l' ordinanza firmata dal Sindaco
sulla chiusura della Lucchini Artoni.Finalmente un dietrofront da parte di chi aveva sempre detto che la lucchini artoni era in regola,e non faceva male.Si e' arrivati a questo risultato non all'intervento dei politici che da tempo infischiandosene della salute dei cittadini temporeggiavano con parole e interventi inutili.Stavolta sono stati i stessi cittadini che denunciando il problema alla Magistratura,alla Finanza e facendoli intervenire.Con il blitz dello scorso febbraio,sequestrando un area dell' ex dogana dove di sera la stessa Lucchini Artoni,scaricava terra e materiale nocivo,derivanti dalle loro produzioni.Solo dopo questo blitz che tutti si sono eretti paladini della salute dei cittadini,o dicendo io lo sapevo ma certi problemi che riguardano i cittadini che vi hanno votato,si risolvono denunciandoli.Non con interrogazioni mozioni e quant'altro dopo che qualcuno lo aveva scritto e detto,ma non ascoltato gia' dal dicembre scorso,meno male che chi di dovere ci ha ascoltato e intervenendo ha fatto si che si arrivasse speriamo ad una conclusione positiva. SEL SEGRATE

martedì 13 marzo 2012

NOI PAGHIAMO,LORO SPRECANO!

Dopo 2 anni dalla sontuosa inaugurazione della caserma della polizia locale di Segrate,si scopre che i pannelli solari sono stati messi in funzione solo nello scorso novembre (questioni di contatore) per non parlare del poligono di tiro mai aperto,ancora inutilizzato.5 MILIONI di euro spesi,come al solito male.

DA SEGRATE IL CASO LUCCHINI SI ALLARGA

FRA  ROTONDE E  STRADE SPUNTANO LE OMBRE

per fortuna a segrate no! SI VIGILA

Leggendo però l'articolo riportato, quelle insistenti dicerie sui camion che da Santa Giulia arrivavano nell'ex dogana per scaricare terreno, non sembrani più tali

Inchiesta sugli appalti sospetti
per la manutenzione delle strade

I pm sono partiti da irregolarità a Segrate e sono arrivati fino agli affari di Milano
I politici: "Troppe aziende fanno cartello tra loro per aggiudicarsi i finanziamenti"

di DAVIDE CARLUCCI

C’è un'inchiesta della procura, che ha allargato il tiro da Segrate a Milano. E ci sono tre interrogazioni a Palazzo Marino, presentate dal presidente del Consiglio comunale, Basilio Rizzo, e dal presidente della commissione antimafia, David Gentili, che rischiano di creare un caso politico nella maggioranza. Oggetto: gli appalti milionari per la manutenzione strade. Un settore discusso, sul quale una sentenza del tribunale di Milano si è già espressa in termini molto duri: quella che a ottobre ha condannato 30 imprenditori che avevano fatto cartello e due funzionari del Comune che avevano chiuso un occhio. Un sistema di aggiudicazione degli appalti, in vigore fino al 2006, definito «un vero e proprio sopruso», al punto che il collegio, presieduto da Pietro Caccialanza, è arrivato a chiedersi «a cosa possa servire, con tanta e diffusa illegalità, fare ancora le gare».

Ora i pm Paola Pirotta e Grazia Pradella indagano sui reati ambientali commessi dalla Lucchini Artoni. Su loro input, a fine febbraio la guardia di finanza ha sequestrato un cantiere da 30mila metri quadrati a Segrate, in un terreno nel quale è prevista la nascita del più grande centro commerciale d’Europa: lì la Lucchini Artoni, secondo l’accusa, smaltiva rifiuti speciali pericolosi, in prevalenza fresato d’asfalto. In quell’occasione i finanzieri hanno acquisito documenti anche negli uffici del comune di Milano, per capire quali siano gli appalti gestiti da quest’azienda, al centro
già di altre inchieste giudiziarie, e in passato colpita da un’interdittiva chiesta dalla Direzione investigativa antimafia e poi ritirata dalla Prefettura dopo che l’azienda aveva dimostrato di aver troncato i rapporti con le imprese in odore di ‘ndrangheta alle quali subappaltava.

L’azienda — il cui patron, Giancarlo Bianchi, Ambrogino d’oro 2008, numerosi precedenti per violazione delle leggi urbanistiche e ambientali, è stato condannato in ottobre a quattro mesi, pena condonata, per aver fatto parte del 'cartello' — continua a ottenere cospicui finanziamenti da parte del Comune per i lavori che svolge. L’ultimo è di pochi giorni fa: 286mila euro come ultima rata d’acconto per un appalto per «interventi di manutenzione straordinaria su pavimentazioni in conglomerato bituminoso», bandito nel 2010 per un importo di 624mila euro, lievitato a 1.020mila euro con le integrazioni. Altre gare — per un importo iniziale di circa otto milioni — sono state vinte tra il 2010 e il 2011. Poi ci sono gli appalti concessi alla Edil Bianchi, impresa che fa capo alla stessa famiglia, al punto che una sentenza del Tar del 2003, confermata poi dal Consiglio di Stato, parla di «collegamento sostanziale» fra le due imprese. Il primo marzo alla Edil Bianchi è stato aggiudicato un appalto, con ribasso del 45,9 per cento, dall’importo iniziale di 5 milioni.

Mentre i pm cercano di ricostruire l’attività delle due società — coinvolte anche nell’inchiesta sui veleni di Santa Giulia — in Comune scatta l’allarme sul business dell’asfalto. Rizzo aveva già presentato a dicembre un’interrogazione, firmata anche dalla consigliera Anita Sonego, su un’altra azienda del settore, la Locatelli, coinvolta nell’inchiesta sulle mazzette al vice presidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani, del Pdl. Il timore è che anche sulle strade milanesi possa essere finito materiale tossico, come si sospetta sia accaduto in quell’indagine.

L’assessore ai lavori pubblici, Lucia Castellano, elenca i nove appalti assegnati all’impresa dal 1999 a oggi, ma assicura: «Gli appalti hanno riguardato lavorazioni sugli strati superficiali». E comunque, aggiunge, le verifiche ci sono già. Risposta che non piace a Rizzo — «È insufficiente» — che ripropone la questione per la Lucchini Artoni: «Quali controlli ci sono, da parte dell’amministrazione, per evitare che il “fresato” delle strade del nostro Comune, dopo un riciclo, torni nelle nostre strade come prodotto “nuovo” e naturalmente come tale pagato?».

Nel frattempo, anche Gentili chiede lumi all’Amsa su «appalti per sei lotti per il servizio neve dei prossimi tre anni» affidati alla Edil Bianchi e alla Lucchini Artoni. E cita, oltre ai cattivi precedenti — per esempio la condanna di Vincenzo Bianchi a un’ammenda da 22mila euro per la terra da scavo del cantiere GaribaldiRepubblica smaltita nel parco Sud — anche l’allarme lanciato dal pm Pirotta nel luglio del 2010, in commissione ecomafie, sui vecchi rapporti di subappalto tra le due imprese e alcuni padroncini calabresi. L’Amsa risponde: la certificazione antimafia è ok. Ma chiede chiarimenti per i nuovi casi giudiziari. «Non possiamo parlare, ci sono indagini in corso», fanno sapere dalla Lucchini Artoni. E l’assessore Castellano giura: «Decisioni non ne abbiamo ancora prese. Ma stiamo vigilando con la massima attenzione».
(13 marzo 2012)