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martedì 29 gennaio 2013

ULTIM'ORA RAGGIUNTO IL QUORUM PER IL REFERENDUM


ANCORA POCHE ORE PER VOTARE
POI ASPETTEREMO I RISULTATI DEL REFERENDUM PER ACCETTARE
O MENO L'ACCORDO SUL NUOVO CONTRATTO DEI LAVORATORI DEL
SAN RAFFAELE.SPERIAMO IN BENE

Milano, 29 gennaio 2013 - Si concluderà questo pomeriggio alle 16 il referendum dei lavoratori dell’ospedale San Raffaele di Milano, che dovranno approvare o meno l’accordo siglato tra l’Rsu e l’azienda, presso il ministero del Lavoro, per evitare 244 licenziamenti nel comparto. Lunedì sera è stato raggiunto il quorum necessario alla validita’ della consultazione iniziata il 26 gennaio (i lavoratori chiamati a votare sono 3000).

Margherita Napoletano, delegata Usb ha spiegato: "Si sta votando serenamente. Ci sono dei sì e dei no, secondo gli ‘exit poll’ raccolti, ma non siamo in grado di quantificarli. Alle 16 chiude il seggio, e poi iniziera’ subito lo spoglio delle schede elettorali presso l’aula San Luca dell’ospedale, in modo che sia pubblico". Il risultato verrà poi comunicato il 31 gennaio al ministero del Lavoro. ‘’Qualunque sara’ il risultato del referendum - conclude Napoletano - dopo sarà dura. Come Usb siamo pronti a usare gli strumenti a nostra disposizione, quali mobilitazione e vertenze".


Image Article San Raffaele, referendum: raggiunto il quorum

martedì 22 gennaio 2013

ULTIMA ORA RAGGIUNTO L'ACCORDO PER I LAVORATORI DEL SAN RAFFAELE



DOPO UNA ESTENUANTE TRATTATIVA FINALMENTE UNA BELLA NOTIZIA

++++++++SAN RAFFAELE, RAGGIUNTO L'ACCORDO++++++
Accordo raggiunto questa mattina al ministero del Lavoro a Roma per evitare il licenziamento di 244 lavoratori dell'ospedale San Raffaele di Milano. A confermarlo il coordinatore Rsu Angelo Mulè. L'accordo tra la proprietà e i rappresentanti sindacali prevede una riduzione del 9% dei salari del personale del comparto, un piano di smaltimento delle ferie arretrate e la rinegoziazione di tutti gli accordi sindacali entro il 30 giugno prossimo. L'accordo sarà sottoporto a referendum per l'approvazione dei lavoratori.

lunedì 21 gennaio 2013

giovedì 10 gennaio 2013

ULTERIORE PROTESTA DEI LAVORATORI DEL SAN RAFFAELE

IERI I LAVORATORI HANNO DIMOSTRATO IL LORO DISSENSO
AI 244 LICENZIAMENTI,CHE PARTIRANNO IL 18 GENNAIO,DAVANTI ALLA CLINICA SANTAMBROGIO DI MILANO,ANCH'ESSA DI PROPRIETA'DI ROTELLI.LA PROTESTA CONTINUA....

domenica 6 gennaio 2013

CONTO ALLA ROVESCIA 12 GIORNI E POI..............






Milano - La deadline è il 18: dal giorno dopo, le lettere di licenziamento potranno partire. E i 244 esuberi per il personale del comparto (infermieri, tecnici e amministrativi) diventeranno effettivi. Cresce l´ansia al San Raffaele: dopo la fine delle trattative tra azienda e sindacati (il 15 dicembre, senza un´intesa), l´ultima speranza di accordo è affidata all´incontro tra azienda, lavoratori e ministero del Lavoro. Ma da Roma tutto tace. In ospedale il clima è sempre più teso: il 31 dicembre la direzione ha inviato una nota in cui viene confermata (come già detto il 31 ottobre, quando furono annunciati i licenziamenti) la disdetta di tutti gli accordi aziendali, stipulati dal 1973. «Ci hanno tolto anche il "sacchetto" di panini e frutta previsto per chi faceva il turno di notte - denunciano i sindacati - . Una spesa di due euro a persona». Ieri i lavoratori hanno manifestato in piazza Argentina, indossando magliette con la scritta "Non siamo in saldo".
La possibilità di un accordo, anche in extremis, sembra lontana. Ma che cosa cambierà in via Olgettina se i licenziamenti non saranno evitati? L´azienda ha spesso sottolineato che assistenza e servizi non subiranno variazioni. I lavoratori non la pensano così: «Scomparirà il servizio di re-call per confermare gli appuntamenti per visite ed esami - dice Angelo Mulè, coordinatore della rsu - . A rischio i controlli nei magazzini di farmaci e scorte. Per non parlare della ventilata riorganizzazione delle sale operatorie, con la riduzione del personale da tre a due persone». La lettera di licenziamento collettivo inviata dall´azienda di fatto delinea una "mappa" abbastanza dettagliata dei lavoratori a rischio. I più colpiti sono quelli delle "attività di supporto» (ausiliari e operatori socio-sanitari): 71 gli esuberi, sui 130 totali dell´area sanitaria. Tra questi, in eccedenza vengono considerati anche 35 lavoratori (infermieri e infermieri generici) dei servizi "a bassa specializzazione", come ambulatori e laboratori. Non toccati invece i lavoratori dei reparti di degenza e terapie intensive. Il sindacato: «È una stima che potrebbe essere rivista anche dopo che gli esuberi diventeranno effettivi: per ora nessuno è al sicuro. Senza contare che la disdetta degli accordi aziendali stipulati negli ultimi 40 anni non riguarda solo i 244 licenziati, ma tutti i 3mila dipendenti del comparto dell´ospedale». Tra gli amministrativi gli esuberi stimati sono 106 (tra cui, appunto, i sette lavoratori del call center e 11 dei 13 dipendenti dei magazzini). Otto i licenziamenti previsti nell´area ricerca. «Speravamo di avere già notizie da Roma, e una data per l´incontro con il Ministero - dice Margherita Napoletano, sindacalista Usb -. A fine mese faremo un altro sciopero, salvo una conciliazione in prefettura».
Immagine di copertina