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venerdì 10 maggio 2013

AFFERMAZIONI MOLTO SERIE E GRAVI, FUORI IL NOME DEL POSSIBILE CONCUSSO O CONCUSSORE

  UN GRAVISSIMO CONFLITTO DI INTERESSI A SEGRATE
  SI! 
MA SI INTERESSI  LA PROCURA DELLA REPUBBLICA

Quella sotto è la trascrizione dell'intervento che Il Consigliere Comunale Paolo Micheli ha fatto  alla Nuova Filanda di Cernusco con Umberto Ambrosoli e le Liste Civiche Ecologiste e Solidali della Martesana (CIVES). Insomma in un'assemblea pubblica e non chiacchierando e filosofando con tre amici al bar.

Nulla da ridire,  se non fosse che fra le tante cose, tutte apprezzabili e condivisibile, ha anche affermato che vi è un conflitto serio e pericoloso di interessi personali, di un esponente della maggioranza che contribuisce a decidere  gli indirizzi e le scelte dell'amministrazione
Che queste scelte, portano e possono portare un tornaconto  economico alla societa o ai soci e a lui stesso.

Be a noi non basta sapere che esiste questa realtà gravissima, vogliamo nomi e cognomi del Consigliere e dei suoi soci, delle società interessate e delle attività svolte, inoltre vogliamo che siano rese pubbliche quali scelte possano, anche indirettamente, portato un tornaconto di qualsiasi genere a chiechessia. 
Lo chiediamo con forza e lo chiediamo inviando questa nostra richiesta   a tutte le autorità pubbliche, comprese quelle competenti, a chiarire e eliminare ogni ragionevole dubbio.

Procopio Gregorio Andrea
Sinistra Ecologia e Libertà Segrate
Circolo Enrico Berlinguer


DAL BLOG DEL CONSIGLIERE REGIONALE E COMUNALE PAOLO MICHELI
L'INTERVENTO
"Farò un esempio, senza fare il nome. C’è un potente esponente della maggioranza che è molto molto contario a rendere pubblica la propria situazione economica, che è socio o amministratore di società dove sono pure soci altre persone che hanno interessi immobiliari a Segrate. Forse non ha piacere che si sappia che decisioni che lui contribuisce a prendere arricchiscono suoi soci in affari. La cosa curiosa è che queste cose si scoprono facilmente perchè le certificazioni delle società e delle proprietà di terreni si riescono a vedere ormai senza muoversi da casa. Bastano solo un po’ di soldi e di pazienza. E si scopre che il consumo di suolo che sta massacrando la nostra regione ogni tanto ha motivazioni di piccola bottega."

domenica 17 marzo 2013

RIPARTE IL FUTURO: UN IMPEGNO CONTRO LA CORRUZIONE



laura boldrini, pietro grasso: due braccialetti bianchi alla presidenza di camera e senato

17/03/2013 - in Riparte il futuro
boldrini-grasso
Oggi il Corriere della Sera pubblica a pagina 2 le foto di Laura Boldrini e Pietro Grasso al momento dell’elezione alla presidenza di Camera e Senato. Una nomina che dà inizio alla XVII legislatura della Repubblica italiana già definita ‘diversa’, ‘di rottura’, per molteplici motivi.
Uno tra questi è evidente nella fotografia del Corriere di oggi: i neo-presidenti indossano un braccialetto di colore bianco al polso. Boldrini al polso sinistro, Grasso al polso destro.  Di cosa si tratta?
È il simbolo dell’impegno che hanno preso entrambi contro la corruzione fin dai tempi della campagna elettorale, quando probabilmente non si aspettavano affatto di diventare seconda e terza carica dello Stato.
Alla viglia delle elezioni Boldrini e Grasso facevano parte del gruppo di 878 i candidati, di tutti i partiti, che avevano sottoscritto le richieste della campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele, dimostrando trasparenza di fronte agli elettori e impegno contro la corruzione.
Qualora eletti, avrebbero lavorato per modificare l’articolo 416 ter sullo scambio elettorale politico-mafioso entro i primi 100 giorni di legislatura. Un obiettivo chiave da cui far cominciare la lotta alla corruzione, da combattere questa volta con mezzi definitivi, con un accordo trasversale interpartitico e con il sostegno di centinaia di migliaia di cittadini firmatari di Riparte il futuro (ad oggi la petizione ha raggiunto le 162.000 firme).
Dopo le elezioni, ben 276  braccialetti bianchi sono diventati parlamentari e 2 di essi occupano ad oggi i vertici di Camera e Senato. Se la superstizione non fosse diametralmente opposta ai prinicipi della democrazia si potrebbe pensare che il braccialetto di Riparte il futuro porti fortuna.
Ma osservando le inquadrature e le foto da Montecitorio e Palazzo Madama, potremo notare in questi giorni tantissimi altri braccialetti bianchi ai polsi dei nostri parlamentari. Alcuni di loro, come Boldrini, lo indossano a sinistra, altri, come Grasso, preferiscono metterlo alla destra ma questo non significa proprio niente: può darsi dipenda dal braccio su cui portano l’orologio oppure dall’essere mancini, chissà. La lotta alla corruzione non ha nulla a che fare con la destra e la sinistra politicamente intese e il suo simbolo, il braccialetto, non può essere considerato uno stendardo di partito, da sventolare all’occorrenza. Indossarlo significa trasformare le parole in provvedimenti reali, trovando il necessario accordo su tutto l’arco parlamentare. Altrimenti il vero cambiamento non potrà attivarsi.
Solo uniti, cittadini e politici, possiamo sconfiggere il male che soffoca il nostro Paese da troppo tempo. Solo senza corruzione Riparte il futuro.
Firma anche tu, se ancora non l’hai fatto >>
Laura Ghisellini

venerdì 17 agosto 2012

ECCO COME SI FA O SI PERMETTE LEGALMENTE DI INQUINARE !



Corruzione Ilva, i controlli erano pilotati: tredici indagati.
La Procura di Taranto ha avviato una seconda inchiesta sull’Ilva, accanto a quella per disastro ambientale, per corruzione in atti giudiziari: c’è il sospetto, infatti, che l’azienda abbia pagato per controllare alcune perizie sul livello di inquinamento emesso dall’acciaieria. In particolare sono al momento tredici le persone, tra politici e funzionari pubblici, indagate a vario titolo per corruzione in atti giudiziari e concussione. Secondo gli inquirenti il Gruppo Riva sarebbe riuscito a far indicare livelli d’inquinamento molto bassi nei monitoraggi, sempre per merito dei loro contatti. Il nome principale uscito da questa inchiesta è quello di Girolamo Archinà, consulente e uomo delle pubbliche relazioni della fabbrica che Ferrante ha licenziato una settimana fa: secondo le accuse della Guardia di Finanza sarebbe stato Archinà ad aver pilotato più volte le rilevazioni dei tecnici ambientali. Nello specifico la Guardia di Finanza ha anche registrato un passaggio di una busta (lo vediamo nelle foto diffuse oggi dai quotidiani) avvenuto su un autogrill all’altezza di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, tra l’uomo Ilva Archinà e il professor Lorenzo Liberti, il perito nominato dalla Procura. Una mazzetta che risale al 26 marzo del 2010. In quella busta, secondo la Procura, c’erano 10000 euro in contanti, con questi soldi Liberti sarebbe stato corrotto.