CITTA' DELLA GIOIA NATALIZIA
L'inchiesta Penati adesso travolge anche Segrate
L’Idroscalo Center da un parte, il trasporto pubblico dall’altra: in mezzo veleni e sospetti. Il patron della Caronte Di Caterina punta l'indice sul sindaco Alessandrini
Con la benedizione di Provincia (Filippo Penati presidente) e della Regione. Un fil rouge che parte da Sesto e arriva alle porte di Milano. Ed è proprio sulle manovre per l’acquisizione del terreno e sulla taglia del maxi-store (99mila metri quadrati) che si concentrano gli inquirenti. Molina viene tirato in ballo da Piero Di Caterina, il grande accusatore di Penati: sul suo conto l’imprenditore dei trasporti riferisce di aver saputo da Renato Sarno (consulente di Serravalle vicino all’ex presidente della Provincia) di «rapporti economici opachi e anomali» che lo vedrebbero protagonista. E l’ingegnere finisce nel registro degli indagati. In un rimpallo di competenze: se a Segrate si trovassero riscontri alle ultime dichiarazioni di Di Caterina, questa tranche di inchiesta farebbe ritorno a Milano, sede naturale, da cui tutto è partito.
C’è un altro filone che chiama direttamente in causa il capo della giunta segratese, Adriano Alessandrini. Il copione è lo stesso di Sesto: ci si sposta sul fronte del trasporto pubblico locale. Meglio, sulla gestione delle linee. Un equilibrio consolidato da 20 anni in città, perchè il Governo anzichè legiferare in materia preferisce rinnovare di anno in anno le concessioni ai vecchi gestori. Beninteso, non si trattava di uno strappo in auge solo da queste parti, ma ovunque. Questo il quadro su cui il monopolio Caronte (la società di trasporti di Di Caterina vincitrice di una gara nel 1987) si afferma. L’incantesimo si spezza a fine 2004, quando una legge regionale impone di tornare ai rigori di una gara.
La giunta Alessandrini deve preparare un appalto. E Di Caterina mette le mani avanti: chiede rassicurazioni sulle condizioni di concorrenza. Questo almeno l’imprenditore racconta agli inquirenti. Ma non ha fatto i conti con la nuova gestione Atm affidata a Elio Catania, deciso a strappare anche mini tratte ai pesci piccoli, nel 2006 l’epilogo che innesca il cambio della guardia: il colosso gli soffia la commessa e Caronte resta a piedi. Il business dei biglietti, soldi sonanti, non è cosa da poco: a Segrate le linee valgono 4 milioni. Ed è per fare luce fino in fondo sui rapporti di Molina con le istituzioni e su questo intreccio dei bus, che Mapelli e Macchia hanno ottenuto una proroga delle indagini: sei mesi per mettere a fuoco le vicende segratesi di cui sono digiuni. Sotto la lente di ingrandimento dei magistrati, dunque, l’iter dell’Idroscalo Center (solo l’acquisto del terreno e la viabilità speciale che Percassi regalerà alla città per il disturbo, comportano un investimento di 200 milioni).
Intanto al di là della Cassanese rimbalza l’eco di una nuova tangentopoli: la maggioranza fa quadrato attorno ad Alessandrini, accusato da Di Caterina di non aver saputo resistere alle sue debolezze da «giovin signore»: «caviale russo, champagne e salmone pescato all’amo in Alaska come “astuccio” per le bustarelle da 10mila euro a Natale che - racconta il titolare di Caronte - il sindaco-ereditiere voleva per organizzare panem et circenses ai poveri segratesi».
di Barbara Calderola dal giorno la martesana del 4/09/2011
il problema non è l'atm, io cercherei meglio, molto meglio, dentro l'iter per il centro commerciale, Penati in confronto è un santo
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