sabato 28 luglio 2012

IL NOSTRO CARO PINOCCHIO! NE HA DETTA UN ALTRA DI BUGIA


Cronaca - Segrate

Ecco come i lavori influenzeranno la viabilità cittadina. Tregarezzo e San Felice in subbuglio
Dopo anni di contestazioni, oggi la Brebemi è realtà. Aprirà entro la fine del 2013 e sarà la prima autostrada regionale, collegherà Brescia a Milano dando respiro alla A4. Lunga 62,1 chilometri, sei caselli, due barriere di esazione – a Chiari e Liscate – attraverserà 43 comuni di cinque diverse province. Da Melzo, all’innesto con la Tem, si potrà raggiungere Milano attraverso due diversi percorsi: verso Nord si imboccherà la SP103 Cassanese, verso Sud la SP14 Rivoltana, riqualificate a due corsie per senso di marcia fino a Milano. Ma a che punto sono oggi i lavori? Si chiedono allarmati i segratesi alla comparsa delle prime ruspe sulla Rivoltana. Porta d’accesso Est a Milano e sfogo ultimo della nuova autostrada, Segrate è particolarmente interessata all’opera. Presentare ai cittadini il progetto, avere risposte su tempi e modalità di cantierizzazione dell’opera sul territorio: questo, infatti, l’oggetto dell’incontro pubblico con i vertici di Brebemi Spa e del consorzio Bbm avvenuto a fine giugno in Comune a Segrate. E in aula consiliare l’atmosfera era rovente. I più agguerriti? Gli abitanti di Tregarezzo, il quartiere segratese più colpito dall’arrivo della nuova strada. Su Brebemi non hanno dubbi, loro. Poco importano la protezione della barriera fonoassorbente, la duna alberata, la pista ciclabile e i parcheggi, se davanti alle loro case passerà una strada a quattro corsie. Grazie alla modifica del progetto iniziale  battezzata ironicamente la “variante Alessandrini”  che prevedeva un viadotto con una sopraelevata a altezza balconi, oggi i progettisti parlano di una strada a raso più distante dalle abitazioni. Ma loro non ci sentono: «Vogliamo la delocalizzazione – insiste Dante Bigaroli, uno dei rappresentanti del Comitato residenti – ci era stata promessa dal Sindaco e la prevedeva anche la prescrizione 46 del Cipe, che raccomandava di trovare un accordo per spostare gli abitanti. Siamo una settantina di famiglie, tutte disposte a spostarci. Ci siamo rivolti al Tar, che ha accolto il nostro ricorso; a novembre il prossimo appuntamento in tribunale». Immediata la replica di Alessandrini: «Non ci siamo tirati indietro da questa idea, infatti, nell’accordo per il centro commerciale, abbiamo chiesto all’operatore una area per realizzare delle case; Brebemi non ha i soldi per farlo, ma nemmeno il comune in questo momento». Polemiche e riserve arrivano dai sanfelicini presenti in aula, quando si affronta il punto relativo alla demolizione del cavalcavia e della rotatoria – ai primi di agosto – che collega San Felice a Segrate tramite il ponte degli specchietti. Ci si chiede come faranno pedoni, auto, mezzi di trasporto pubblico e mezzi di soccorso a raggiungere Segrate senza attraversare la rotatoria? Ecco la risposta dei tecnici Brebemi. Si utilizzerà la viabilità provvisoria, resteranno le due strade laterali a fianco del cavalcavia. Alternativa che non ha accolto il favore di nessuno, Sindaco in primis. Parte così ai primi di luglio una richiesta ufficiale a Brebemi, con tanto di progetto per cercare una alternativa più ragionevole, la realizzazione di una rotonda provvisoria per permettere l’attraversamento Nord-Sud in direzione San Felice-Segrate. Limitata al periodo del cantiere, la nuova rotatoria sarà spostata più verso Est e Ovest rispetto a quella attuale, su cui devono essere costruiti i piloni di sostegno del nuovo cavalcavia che, da progetto, avrà due corsie per senso di marcia. A giorni si attende la risposta ufficiale, ma la sensazione è che la proposta sia stata già accolta positivamente. Tra tante incertezze, una sicurezza per i segratesi c’è, prima dei benefici – se mai ci saranno – tanti disagi per più di un anno.
Cristiana Pisani

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